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Taranto è lui: quando l’admin è anonimo per proteggere la sua incolumità

C’è chi resta anonimo per una scelta artistica, chi per proteggere la sua incolumità. È il caso di Taranto è lui, una pagina social che posta contenuti di degrado urbano e malcostume: a quanto pare è più pericolosa di quello che sembra... Ma è normale tutto questo?

Ho chiamato Wanna Marchi in segreteria
Per vedere quanti soldi mi vanno via
Ma cosa faccio denuncio alla polizia o lo dico a Striscia?
Lo vedi questa è democrazia!
(Fabri Fibra, Mal di stomaco)


Taranto è lui


Spesso si parla della chiusura delle edicole come di un male endemico, inguaribile, indice di una morte del sapere e della sua diffusione a mezzo stampa. In realtà stiamo attraversando un momento di passaggio storico: dal supporto analogico a quello digitale e tutto cambia.

Prendiamo il giornalismo di inchiesta. Se oggi chiedete a un ragazzino di sedici anni cosa sia un giornalista d’inchiesta quello vi risponderà Brumotti o Le Iene. Non c’è da fargliene una colpa, è il segno dei tempi. Pochissimi, nell’era digitale, sfogliano i quotidiani di carta. Meno ancora ritengono lecito “pagare” per un’edizione digitale. Assurdo, ma è così.

Quindi a chi va questo compito? A chi lo esercita di fronte agli occhi di tutti. In realtà, figure come Brumotti sono una sorta di vigili urbani abusivi che esercitano il proprio ruolo in tv. Si ergono a paladini della giustizia, fanno addirittura spesso arrestare criminali o aprire inchieste, ciò denota che in qualche modo il giornalismo stia cambiando o è già cambiato.

Questa premessa era necessaria per il secondo appuntamento dell’anonimato (il primo lo trovate qui), in cui ho scelto di affrontare una pagina Facebook che seguo da tempo con molto interesse: Taranto è Lui.


Alcuni giornalisti ci scrivono messaggi privati, così come anche alcuni politici locali


Una pagina con 40k di follower che ho iniziato a seguire dopo un piccolo soggiorno a Taranto. Mi colpiva la mole dei post inviati dagli utenti in cui si denunciava ogni sorta di trasgressione delle regole dell’igiene, del codice civile. Cittadini che vendono cozze non sicure in mezzo alla strada, beceri che scaricano l’immondizia e scappano, parcheggi abusivi, abusivismo edilizio, malcostume in strada, buche, risse notturne. Di tutto.


Mi rifiuto di credere che siamo geneticamente diversi, per fare un esempio, da un nord europeo che paga le tasse, fa la differenziata, ecc...

  

Inizialmente l’avevo interpretata come la classica pagina dove la gente sfoga la sua rabbia nei confronti del "Sistema", poi mi sono reso conto che dietro c’era un capillare lavoro di squadra tra cittadini e admin per portare alla luce una situazione che altrimenti tenderebbe a stare nascosta o definita “normale”. Tutti sanno che molte cose in città non funzionano, ma la tendenza è lasciare andare come sempre. La pagina Facebook invece ha una sezione video in cui tutto rimane, in cui niente si perde. Funge da monito.

Mi rifiuto di credere che siamo geneticamente diversi, per fare un esempio, da un nord europeo che paga le tasse, fa la differenziata, ecc...

  

Inizialmente l’avevo interpretata come la classica pagina dove la gente sfoga la sua rabbia nei confronti del "Sistema", poi mi sono reso conto che dietro c’era un capillare lavoro di squadra tra cittadini e admin per portare alla luce una situazione che altrimenti tenderebbe a stare nascosta o definita “normale”. Tutti sanno che molte cose in città non funzionano, ma la tendenza è lasciare andare come sempre. La pagina Facebook invece ha una sezione video in cui tutto rimane, in cui niente si perde. Funge da monito.

Anche in questo caso ho parlato con una persona che gestisce la pagina social in questione, o più persone, non lo so: tutti hanno voluto mantenere segreta la loro identità. Un po’ perché si sarebbero sentiti troppo esposti e in pericolo, un po’ per mantenere forse una certa credibilità. Se si esponessero coi propri volti, oltre a rischiare di essere linciati, verrebbero facilmente accusati di strumentalizzare il caos cittadino (fatto che già viene loro imputato, come quelli che denunciano la mafia e si sentono dire che rovinano la nomea della cittadina).


A proposito dell'anonimato, serve a tutelare noi stessi, le nostre famiglie e chi ci invia le segnalazioni

Taranto è lui rimane per me un organo di informazione e di inchiesta, un ibrido tra l’account amatoriale e il giornale locale. Uno strumento molto realistico per testare il clima, in questo caso di una città.
Ancora una volta i social diventano dei canali lontani dallo svago, di denuncia sociale i cui admin per tutelarsi, devono restare anonimi. Fa riflettere, no?

L'intervista


Come è nata la pagina?
Dall'esigenza di dare voce alla popolazione che rifiuta di scivolare silenziosamente nel degrado in cui attualmente la città versa. Ogni giorno ci scrivono diverse decine di persone esasperate dalla difficoltà di vivere, circondate da gente che non prende minimamente in considerazione l'idea di seguire le più elementari ed intuitive regole del vivere comune. E - negli intenti - a cercare anche di mostrare ai tarantini che degrado ed illegalità non sono piaghe ineluttabili. Bastano piccoli gesti e la mentalità giusta: quella di non accettare costantemente il compromesso al ribasso.

Sei solo su facebook giusto? Io ad esempio ti seguo con interesse anche se vivo in Toscana perché rimango stupito dalla roba che metti... a volte rasenta il pazzesco, come i venditori di cozze abusivi. Quanti fan hai?
Siamo anche su Instagram e Twitter, sebbene la concentrazione maggiore delle nostre attività avvenga su Facebook. La pagina attuale ha 39.000 like. Numeri che per noi non rivestono carattere di importanza: a noi interessa poter vivere in una città in cui non si debba fare continui slalom tra deiezioni canine, immondizia di ogni genere, moto parcheggiate sui marciapiedi e rampe per disabili ostruite da parcheggi selvaggi.

Anche in questo caso ho parlato con una persona che gestisce la pagina social in questione, o più persone, non lo so: tutti hanno voluto mantenere segreta la loro identità. Un po’ perché si sarebbero sentiti troppo esposti e in pericolo, un po’ per mantenere forse una certa credibilità. Se si esponessero coi propri volti, oltre a rischiare di essere linciati, verrebbero facilmente accusati di strumentalizzare il caos cittadino (fatto che già viene loro imputato, come quelli che denunciano la mafia e si sentono dire che rovinano la nomea della cittadina).


A proposito dell'anonimato, serve a tutelare noi stessi, le nostre famiglie e chi ci invia le segnalazioni

Taranto è lui rimane per me un organo di informazione e di inchiesta, un ibrido tra l’account amatoriale e il giornale locale. Uno strumento molto realistico per testare il clima, in questo caso di una città.
Ancora una volta i social diventano dei canali lontani dallo svago, di denuncia sociale i cui admin per tutelarsi, devono restare anonimi. Fa riflettere, no?

L'intervista


Come è nata la pagina?
Dall'esigenza di dare voce alla popolazione che rifiuta di scivolare silenziosamente nel degrado in cui attualmente la città versa. Ogni giorno ci scrivono diverse decine di persone esasperate dalla difficoltà di vivere, circondate da gente che non prende minimamente in considerazione l'idea di seguire le più elementari ed intuitive regole del vivere comune. E - negli intenti - a cercare anche di mostrare ai tarantini che degrado ed illegalità non sono piaghe ineluttabili. Bastano piccoli gesti e la mentalità giusta: quella di non accettare costantemente il compromesso al ribasso.

Sei solo su facebook giusto? Io ad esempio ti seguo con interesse anche se vivo in Toscana perché rimango stupito dalla roba che metti... a volte rasenta il pazzesco, come i venditori di cozze abusivi. Quanti fan hai?
Siamo anche su Instagram e Twitter, sebbene la concentrazione maggiore delle nostre attività avvenga su Facebook. La pagina attuale ha 39.000 like. Numeri che per noi non rivestono carattere di importanza: a noi interessa poter vivere in una città in cui non si debba fare continui slalom tra deiezioni canine, immondizia di ogni genere, moto parcheggiate sui marciapiedi e rampe per disabili ostruite da parcheggi selvaggi.

Mi piace che siano i cittadini a realizzare i contenuti per la pagina... I media locali ti hanno mai ripreso?
Sì, come ti dicevo, sono i cittadini stessi a non poterne più di vivere circondati da gente del genere. Sono sempre gli stessi a richiedere l'anonimato onde evitare problemi. Alcune foto comparse su Taranto è lui sono state utilizzate dai giornali. Alcuni giornalisti ci scrivono messaggi privati, così come anche alcuni politici locali.


Tutti gli admin della pagina hanno già un lavoro, alcuni vivono all'estero


I politici cosa ti dicono?
Che con una cittadinanza del genere è tutto più difficile. Stesso discorso su ciò che riguarda l'AMIU. Per quanto i servizi siano sempre rivedibili e migliorabili, è molto dura tenere pulita una città in cui è considerato normale usare le fiorere come pattumiere.

Qual è stato il successo più grande che avete ottenuto?
In realtà, non ci pensiamo a queste cose. Talvolta pubblichiamo dei post in cui un angolo di strada è sepolto da immondizia e magari qualche ora dopo viene ripulito. Magari sono coincidenze, magari qualcuno segue la pagina e cerca di porre rimedio alle situazioni. Ma non ne facciamo un vanto. Noi vorremmo non dover esistere affatto.


Crediamo che la società si fondi sul rispetto di regole condivise


Sei uno dei pochi casi di "Facebook utile" credo. Sembri una persona con un grosso senso del dovere e della giustizia. Ci sono pagine simili a voi che tu sappia?
Crediamo che la società si fondi sul rispetto di regole condivise, troviamo pazzesco che ci voglia un poliziotto dietro ogni cittadino per far sì che questo rispetti le regole. Personalmente, mi rifiuto di credere che siamo geneticamente diversi, per fare un esempio, da un nord europeo che paga le tasse, fa la differenziata, paga l'assicurazione ai mezzi di trasporto, paga il biglietto quando prende il bus ecc. Anche perché basta fare una trentina di km, andare a Martina Franca per assistere a ben altri scenari.
Ci sono diverse pagine Facebook che letteralmente ci clonano, hanno lo stesso nostro nome, immagine di copertina ecc... Copiano addirittura i nostri post. Non ne capiamo il senso, ma questo è il mondo dei social. Altre invece sono nostre "nemiche", nel senso che ritengono dovremmo "farci i cazzi nostri" e non "denigrare" Taranto e i tarantini.

Ti infastidisce che ti clonino? Mi fai un esempio dei nemici?
Non sappiamo chi ci cloni e perché, la cosa non ci tocca affatto. Le pagine "nemiche" sono quelle che per esempio di affibbiano un'etichetta politica e la usano per attaccarci. Portando avanti un discorso di decoro e rispetto delle leggi (che per noi non hanno alcun colore politico), veniamo additati come leghisti o fascisti. La visione del bene comune viene sempre annebbiata da approcci ideologici se non partitici. Deve essere gente che ci segue a giorni alterni, perché in base ai post che pubblichiamo, così come saremmo leghisti, il giorno dopo dovremmo essere piddini o grillini.

Tu non hai mai guadagnato niente da questa pagina Facebook? È tutto free? Quanto tempo ci dedichi al giorno?
Mai guadagnato nulla, non è nostra intenzione. Tutti gli admin della pagina hanno già un lavoro, alcuni vivono all'estero. Facciamo il possibile per leggere i messaggi, rispondere, pubblicare i post. Il tempo è variabile in base alla disponibilità dell'admin. Talvolta capita che pubblichiamo contemporaneamente la stessa cosa... Altre volte invece scorriamo i messaggi e rispondiamo con qualche giorno di ritardo a chi ci scrive.

Quanti admin siete?
Informazione riservata.

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Ray Banhoff
Ray Banhoff
Scrivo e scatto foto. Ho pubblicato "Fie". Il mio nuovo libro si chiama "Vasco Dentro – prova ad essere me".

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