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Storytelling: una risorsa con cui difendere il tuo lavoro

La prima parte introduttiva di una guida dedicata a tutti quei professionisti che stanno cercando di rispondere alla tempesta che si è abbattuta sul mondo del lavoro

“Nonostante tutto, non ho mai rinunciato a lottare”. Parole di Madame C. J. Walker, prima donna americana che è stata capace di realizzare il suo sogno imprenditoriale con le proprie forze in un contesto assai difficile, nonché protagonista della fortunata serie tv Self Made, disponibile su Netflix.

Basterebbe vedere il primo episodio della serie per capire il nocciolo del suo “avercela fatta”: è stato soprattutto grazie allo Storytelling che è riuscita a convogliare la propria tenacia ed esperienza di vita in un marchio personale (personal brand), tramite il quale costruire un business solido e riconoscibile incentrato su una crema per capelli.

Cos'è lo Storytelling?


Raccontare storie (storytelling) è ancora oggi un modo molto efficace che viene utilizzato da aziende o liberi professionisti per trasmettere emozioni e comunicare quei valori aziendali o personali nei quali i clienti di ogni estrazione sociale e culturale riescono a identificarsi (i clienti, prima di essere clienti, sono persone...).

Questo è il motivo principale per cui i (personal) brand usano lo storytelling come strategia di comunicazione tramite la quale far conoscere chi sono, cosa fanno (prodotti o servizi) e perché (la loro mission).

Del resto si sa che l’uomo è un animale social(e), parola di Aristotele, ed essendo un animale social(e), è anche "un animale narrativo", parola di Tyrion Lannister (chi ha visto Il Trono di Spade sa che Tyrion non si sbaglia quasi mai...).

L’essere umano ha insomma una propensione naturale alla narrazione, dato che è grazie al racconto che si instaurano relazioni e si ha la possibilità di confrontarsi con gli altri, generando in questo modo una comunità e la propria identità.

Comunità e identità che sul web diventano community e web identity.


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Community e web identity


Quello che avete appena visto è un chiaro esempio di Storytelling.
Più che uno spot, si tratta di un breve cortometraggio con uno script incentrato sulla citazione di un film cult (Ritorno al futuro), capace di far sentire i proprietari del famoso Cinquino persone appartenenti a una vera e propria comunità e di farli rispecchiare con ironia in un modo di essere (identità), oltre ad affascinare e intrattenere qualsiasi persona più o meno in target con il prodotto che viene mostrato (nelle scuole di scrittura, una delle prime raccomandazioni è questa: show don't tell: meglio mostrare invece di spiegare).

E a proposito di comunità, abbiamo chiuso il precedente paragrafo dicendo che sul web comunità e identità diventano community e web identity. Vediamo di capire insieme il loro significato.

Una community, nel linguaggio di Internet, è l’insieme degli utenti interessati a un argomento o a un prodotto, oppure a uno sport o un'attività, che si incontrano in uno spazio digitale e ne discutono scambiando informazioni attraverso la rete (gli strumenti utilizzati più frequentemente dagli utenti per interagire sono i commenti ai post di un determinato social, i forum, le chat e le app di messaggistica istantanea).

La web Identity definisce l’immagine pubblica di un determinato brand, di un’organizzazione, di un prodotto, di un’azienda, ma anche di un individuo. Di fatto, ha molto a che fare con i suoi obiettivi, la sua storia e la sua reputazione.

È opportuno sottolineare che una web identity di valore incide nelle aspettative di un cliente e lo guida nella scelta di un prodotto o di un servizio. Di conseguenza, è importante costruire e consolidare un’immagine riconoscibile, spiccata e personale: è questo il primo passo verso il successo della comunicazione di qualsiasi (personal) brand.

Chiarito il significato di questi due termini, possiamo tornare allo Storytelling e invitarvi a guardare un altro video. L'ho scelto per un motivo in particolare: non ci sono dialoghi né spiegazioni, eppure il messaggio arriva, funziona.

Storytelling e social media


Con l’arrivo dei social media, la componente visuale ha assunto via via maggiore importanza, e i brand hanno iniziato a spingere molto sulle parte visiva dei loro post, utilizzando immagini, foto e video sempre più potenti e coinvolgenti, capaci di catturare l'attenzione in un istante, dato che ormai siamo tutti più o meno affetti da deficit di attenzione ed iperattività.

Chiaramente, anche gli utenti che popolano i vari social hanno iniziato a seguire la stessa tendenza aggiornando quotidianamente i loro profili con post che hanno una componente visiva e una testuale (spesso facendo a meno di quest’ultima).


Qualunque sia il contesto in cui viene utilizzato, lo scopo dello Storytelling – e ovviamente anche del Visual Storytelling – è principalmente uno: creare un immaginario e narrare una storia in cui le persone – in questo caso vecchi e nuovi clienti – possano immergersi



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Il Visual Storytelling


È per questa ragione che ha senso definire questa metodologia con il nome Visual Storytelling, soprattutto se inserita in una strategia di comunicazione e marketing orientata a degli obiettivi specifici e strutturata in ottica di differenziazione e/o fidelizzazione, allo scopo di condividere determinati valori ed emozioni con i loro clienti e soprattutto per solleticarne di nuovi.

Con Visual Storytelling si intende dunque un tipo di storia raccontata tramite un video, o un’immagine suggestiva, o una (info)grafica, oppure un meme o un’animazione divertente, o anche un’illustrazione coinvolgente, senza tralasciare ovviamente la possibilità di utilizzare una foto originale o la combinazione di tutti questi elementi visivi.

Di seguito, un esempio di Visual Storytelling attuato dal World Wide Fund for Nature, meglio conosciuto con l'acronimo WWF.
Notare la scritta vicino al famoso panda-logo che rafforza il messaggio: before it's too late (prima che sia troppo tardi).

Un contenuto visivo, oltre a poter essere integrato con un testo, può anche essere realizzato utilizzando tratti “artistici” (pensiamo ai collage, alla pop art e così via), in modo tale da dare una suggestione maggiore alla comunicazione.


L’essere umano ha insomma una propensione naturale alla narrazione, dato che è grazie al racconto che si instaurano relazioni


ApplaudArt: il motore di ricerca social per difendere il tuo lavoro


Fare Storytelling - e in particolare Personal Storytelling - nel mondo del lavoro è ormai diventato indispensabile, e lo è in primis per ogni libero professionista, che sia esso commerciante, artigiano, artista o maker, a prescindere dalla fase della carriera in cui si trova.

I propri talenti e il proprio modo di vedere il mondo, così come i propri hobby e interessi, non sono più valori da relegare alla nostra vita privata o al tempo libero, ma possono - oseremo dire devono - essere raccontati per integrarsi nella nostra vita lavorativa e arricchirla notevolmente, rendendoci più visibili.

Un brand personale si costruisce anche grazie a questi aspetti, che oggi sono tutt'altro che secondari: l’immagine sul web di ogni libero professionista infatti poggia anche su questi assi portanti del Personal Branding.

Ma quali sono i luoghi in cui le nostre storie si sviluppano?

Nell'era digitale, i social network sono diventati il luogo deputato per la narrazione di brand e professionisti, perché offrono la possibilità inedita di metterli in contatto con milioni di persone e di amplificare la loro voce personale.

I social, però, non sono tutti uguali.

Ogni piattaforma social ha le sue peculiarità, ed è fondamentale - per tutti i lavoratori che vogliono crescere professionalmente grazie ad essa - conoscere le caratteristiche del social che li ospita.

Facebook e Instagram, ad esempio, sono social network nati per l’intrattenimento, e per questo gli utenti che li popolano non sono lì in primis per conoscere i professionisti in grado di realizzare i loro progetti o desideri, ma per interagire con amici e conoscenti, esprimere le loro opinioni o farsi due risate con il meme del momento.

ApplaudArt, invece, nasce proprio con lo scopo di far incontrare lavoratori e appassionati con un pubblico non distratto ma realmente interessato alla loro offerta, cosicché le loro storie ed esperienze possano arrivare agli interlocutori giusti, quelli desiderosi di lasciarsi coinvolgere oltre che essere attenti ad accogliere le loro proposte.

Il nostro obiettivo è mettere a disposizione di tutti gli utenti un motore di ricerca potenzialmente in grado di individuare, in ogni provincia italiana, i migliori esperti di qualsiasi categoria professionale.

Ma non vogliamo solo permettere a clienti di tutta Italia di trovare i professionisti che stanno cercando, ma anche di conoscerli.

Il nostro scopo - la mission di ApplaudArt - è infatti permettere a tutti di conoscere il professionista di cui hanno bisogno, di creare un legame di fiducia che duri nel tempo e che inneschi quel passaparola che ha fatto la fortuna di molti, ma con una potenza e una diffusione che tramite le caratteristiche dell'online risultano maggiori rispetto a quanto avveniva nell'offline.

Questo per noi significa rimettere la tecnologia al servizio delle persone, rendendo la qualità sul lavoro una risorsa accessibile a tutti.

Ecco perché, su ApplaudArt, il racconto di se stessi nel contesto lavorativo (il personal storytelling professionale) è al centro di ogni nuova relazione: perché è proprio grazie ad esso che, ogni giorno, i nostri esperti possono generare relazioni di lavoro durature con un nuovo pubblico di potenziali clienti, quelli con cui la nostra piattaforma social li mette in contatto.

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Dopo questo "primo capitolo" introduttivo, ci siamo occupati del passaggio dallo Storytelling al Personal Storytelling, utile per tutti e in particolare per i lavoratori autonomi di ogni categoria professionale.
Per dargli un'occhiata, clicca qui.

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il passaparola si fa social


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