alimentazione sana
Come “nutrire” ogni giorno il tuo lavoro
07/06/2019
italian food
Cogito ergo… gnam!
12/06/2019
Paolo Zanarella

Paolo Zanarella: il pianoforte al di là dei classici confini

Alla ricerca della felicità: la musica come scelta di vita e la strada come palcoscenico

Quando decidi di cambiare completamente lavoro a 40 anni, o sei un folle o sei fortemente convinto di ciò che fai.

La forza di una passione che ti viene a bussare alla porta tutti i giorni è come una voce che ti chiama per farti sentire in colpa di aver abbandonato - o di non aver affatto intrapreso - una strada che ti avrebbe lasciato un bagaglio pieno di soddisfazioni.

Fino a 11 anni fa facevo l’imprenditore ma la musica mi ha sempre dato più felicità


Solitamente questi salti nel vuoto si fanno in un’età più giovanile, quando si hanno poche certezze, e soprattutto quando non si ha nulla da perdere.

La scelta di abbandonare un lavoro stabile, come quello di imprenditore già affermato, di primo acchito risulterebbe del tutto azzardata, ma non è così, perché la scelta di Paolo aveva alla base la consapevolezza di ciò che stava abbandonando e l’altrettanta convinzione delle proprie capacità.

Il motivo del cambiamento


"Fino a 11 anni fa facevo l’imprenditore ma la musica mi ha sempre dato più felicità e da qui la mia scelta azzardata."

Così Paolo, spiega il motivo del suo cambiamento professionale: la felicità, che solo la musica riusciva a dargli più di ogni altra cosa.

Fino ad allora è stato un po' come vivere a metà. La voglia di seguire e di coltivare la sua passione per la musica, lo ha portato ad abbandonare la sua vecchia professione di imprenditore e ad iniziare a suonare il pianoforte nei teatri.

Questo per circa un anno, poi i confini circoscritti del teatro iniziano ad andargli alquanto stretti.

Decide così di uscire dai teatri, portando il suo pianoforte e la sua musica per le strade e le piazze di mezza Italia.


"Quando dieci anni fa ho capito che il girare con un pianoforte a coda per le piazze delle città avrebbe suscitato l’interesse di tante persone, ho trasformato un’esperienza inizialmente solo di marketing in un momento anche di 'distribuzione musicale' delle mie composizioni."

L’idea di Paolo di suonare il pianoforte fuori dai classici confini è nata: "dal prendere atto che se non sei conosciuto nessuno verrà mai ad ascoltarti neanche in un piccolo teatro, che è stata la mia casa fino a poco prima di cambiare direzione."

Questa necessità di farsi conoscere è stata soddisfatta dai social network, che hanno contribuito ampiamente a mostrare lui e la sua musica.


Cosa significa suonare in strada


Suonare in strada o in teatro comporta delle differenze, sostanzialmente su due piani: quello puramente tecnico e quello emotivo.

"In strada forse un po’ più semplice dal punto di vista tecnico: meno attenzione per il tipo di pubblico, del tutto improvvisato. In teatro un po’ più impegnativo sul piano emotivo, ma anche più soddisfacente per il maggior coinvolgimento, attento ed appassionato di chi è lì solo perché ha scelto di ascoltarti."

Mi muovo con un pianoforte a mezza coda in totale autonomia e semplicità grazie ad un sistema di movimentazione di mia invenzione


E dal punto di vista logistico, se non fosse stato per l'invenzione e la pubblicazione di 5 brevetti internazionali nel mondo del packaging e della meccanica, Paolo avrebbe riscontrato delle serie difficoltà che probabilmente lo avrebbero limitato nella valorizzazione e condivisione della propria musica ad un pubblico che fosse il più ampio possibile.

Ma non finisce qui. Non soddisfatto della propria fama a livello nazionale, decide poi di portare la propria passione e la propria originalità anche al di fuori dei confini italiani; varcando Paesi come l’Austria, la Svizzera, la Germania, la Francia e la Turchia, sentendosi ovunque come a casa:

"In tutta sincerità fino a qualche anno fa notavo una certa differenza tra l’Italia e l’estero, oggi grandi differenze non le trovo più. Tutto il mondo è paese!

Ci sono ulteriori riflessioni da fare, o che comunque la società ti porta necessariamente a fare: "Al giorno d'oggi è difficile vivere di questo lavoro perché la cultura dominante è foriera di una civiltà sempre più superficiale e distratta; e chi fa questo lavoro vive dell’attenzione delle persone, oggi sempre più massificate."


Potrebbe interessarti anche: Quando il suono fece rima con Mezzabarba


Condividilo con i tuoi amici!
Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alla presa con articoli di tutt'altro genere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *