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Luciano Cina: la sottile linea tra realtà e illustrazione

Poche linee per far parlare una fotografia apparentemente statica, per dar vita, forma e movimento ad immagini tratte dalla quotidianità. Scopri lo stile di Luccico, l'illustratore che ha già conquistato i cuori dei grandi brand

Apparentemente in contrasto con l’era digitale, è tornata di moda l’illustrazione.
I motivi sono molteplici, ma a voler essere precisi, questo comeback degli illustratori assomiglia più ad un rilascio di una versione 2.0 che ha ben poco a che fare con la precedente.

Spieghiamoci meglio. L'evolversi dei software di grafica, che velocizzano ed amplificano le possibilità di realizzare illustrazioni di ogni tipo, ha portato alla ri-nascita di una nuova branca, dalle ceneri di una disciplina storica ed ampiamente blasonata come quella dell'illustrazione. Così con il supporto dell'innovazione tecnologica, oggi è il momento dell'illustrazione digitale, una disciplina sempre più apprezzata dal grande pubblico, ma soprattutto da brand ed aziende, a caccia di menti creative in grado di realizzare contenuti alternativi per la promozione dei loro prodotti.

Che sia questione di gusto o meno, le campagne pubblicitarie basate sull'illustrazione sembrano funzionare meglio rispetto alle classiche foto, perciò sempre più spesso gli illustratori si allontanano dai vecchi recinti editoriali per finire nei nuovi circoli pubblicitari, dove certamente l’erba è più verde.

A far luce su questa disciplina rinnovata e sempre più in voga, ci aiuta un giovane illustratore di origini siciliane ed attualmente trapiantato a Torino, Luciano Cina, alias luccico.


"Mi reputo un digital content creator, una figura a cavallo tra l’ambito tecnico e quello umanistico, perché progetto e creo contenuti, in relazione al target con cui li condivido."

Luccico, oltre ad essere un illustratore digitale, presenta un carattere particolarmente innovativo: per creare i suoi disegni non parte da un testo o da una semplice idea, ma va a caccia di fotografie da trasformare in maniera completamente suggestiva, a cavallo tra realtà ed immaginazione.

Come ogni artista che si rispetti, vede nella realtà le proiezioni della sua immaginazione e le cattura con un semplice tratto. Il suo modo di creare è semplice, d’impatto e di facile lettura: poche linee in grado di dar vita ad immagini apparentemente statiche, con un vero talento nel modellare le idee, le forme, i tratti e le immagini, quasi per adattare la realtà al contesto di un’era ormai superdigitalizzata.

Come dar vita a ciò che è statico


Spesso la chiave è nelle cose che diamo per scontate



Luccico è in grado di farci vedere il mondo e le sue sfaccettature da un’altra prospettiva, aprendo totalmente le porte all'immaginazione, alla creatività, ai dettagli e alla dinamicità, traendo ispirazione da immagini del quotidiano.



"Spesso la chiave è nelle cose che diamo per scontate, a cui non facciamo minimamente caso, ma da cui siamo circondati. Quotidianamente veniamo bombardati da segnali che stanno sotto i nostri piedi, mediante i quali colleghiamo scene di vita quotidiana a mondi immaginari."

Lascio che la penna guidi i miei pensieri, poche linee per lasciar spazio all'immaginazione


Tradizionalmente, l'illustrazione serve a rappresentare un testo, a renderlo immediatamente comprensibile e ad aumentare l'impatto sul lettore. Tuttavia, anche in quel caso, l’illustrazione non è semplicemente spiegazione del testo, ma un suo completamento, un plusvalore in grado di esaltarne i sensi impliciti o nascosti.

Il risultato finale delle opere di Luccico, invece, è un'immagine che parla da sé e non necessita di testo né come punto di partenza, né come supporto descrittivo, perché si pone comeun processo di ri-modellamento della realtà, un piccolo paradosso se vogliamo, che costringe lo spettatore ad una rilettura completa di ciò che lo circonda.


A guardare le sue composizioni con attenzione, ci si perde nel mondo dell'immaginazione e si ritorna a quel gioco che facevamo da piccoli e che forse col crescere non siamo più capaci di fare. Un po' per motivi biologici, un po' perché ora gli smartphone "immaginano" tutto al posto nostro.

Ma le linee di Luccico attivano un percorso creativo che aiuta a riaccendere quello sguardo sognatore ed ironico ormai sopito, strappando un sorriso.

Un chiaro esempio di come la forza comunicativa dirompente di un illustratore non passi necessariamente dall'aggiunta spropositata di elementi, ma di come pochi tratti, messi al punto giusto, possano colpire con lo stesso impatto.

Insomma, l’illustrazione funziona se comunica. Meglio ancora se comunica una visione personale dell’autore ed alternativa della realtà, ma condivisibile da tutti. Come se l’autore scorgesse qualcosa che non avevamo visto e poi ce la indicasse con il dito.

"Lascio che la penna guidi i miei pensieri. Spesso faccio delle prove su carta perché mi piace ascoltare il rumore della matita che striscia sul foglio. Il tempo che impegno è di circa trenta minuti. Il disegno deve essere semplice e di facile comprensione e se dovesse superare questa soglia, significherebbe che si tratta di un elaborato complesso e magari di non facile lettura."

Le collaborazioni come sinonimo di motivazione


L'originalità delle sue rappresentazioni, ha portato Luccico a stringere importanti collaborazioni, fonte di motivazione per le sue creazioni future. Anche se fa un altro lavoro principale ( ovvero il Social Media Manager), queste sue capacità sono più di un hobby perché sia le commissioni ricevute dai privati che le collaborazioni con le aziende gli permettono di ottenere dei ricavi sulla propria arte. Ad esempio, è riuscito ad attirare l'attenzione di brand come Foscarini, azienda italiana leader nella realizzazione di lampade di design, che gli ha permesso di reinterpretare, sotto una luce diversa, le fotografie delle loro lampade.

"Questa è stata una delle mie prime grandi collaborazioni. Ho studiato design e ritrovarsi a lavorare con loro è stata una gioia incredibile: mi ha aiutato molto ad accrescere la mia autostima e la mia reputazione. Nel corso degli anni, ho realizzato altri grandi progetti come le copertine dei volumi di Pagine Bianche, reinterpretando in chiave contemporanea le tradizionali immagini da cartolina di monumenti storici, come ad esempio il Duomo di Firenze".

L'importanza del diritto d'autore


Per chi lavora con le immagini, il diritto d'autore è sicuramente una questione delicatissima, soprattutto con l'avvento dei social.


Il diritto d'autore è l'unico strumento in grado di salvaguardare la paternità delle opere frutto di attività intellettuale


Entrando nel merito del settore illustrazioni, le opere degli illustratori - indipendentemente dalla modalità con cui vengono create e su quale supporto - sono state inquadrate nelle arti figurative con la Legge n. 633 del 22 aprile 1941.

Dal 1941 ad oggi, però, molte cose sono cambiate: la nascita di Internet e dei social network ha sconvolto le regole del copyright e costretto in qualche modo le istituzioni a correre ai ripari.

Oggi, l'ampliamento del pubblico reso possibile dai canali digitali, indurrebbe a credere che anche il processo di monetizzazione dell’arte si sia evoluto, aumentando le garanzie per gli autori, magari grazie a strumenti innovativi di controllo. In realtà, non è esattamente così.

"Il diritto d'autore è uno dei pochi strumenti (o forse l'unico) in grado di salvaguardare le opere frutto di attività intellettuale. Proprio per questo i social media dovrebbero garantire maggiormente la tutela della paternità del lavoro, in un contesto in cui le informazioni e le immagini, se non tutelate, vengono scambiate inappropriatamente alla velocità di un battito di ciglia."

L'esigenza di porre dei limiti alla riproduzione incontrollata delle opere d'autore, nel nostro Paese ha portato ad una normativa che cerca di muovere i passi insieme alla società; nel tentativo di equiparare il mondo offline a quello online, in termini di copyright.

Sulla scia della direttiva comunitaria n.790 del 26 marzo 2019, sostitutiva della vecchia direttiva del 2001, la nuova normativa intende garantire che diritti ed obblighi relativi al diritto d’autore di lunga data, validi nel mondo offline, si applichino anche alla rete; aumentando le possibilità per gli artisti di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall'utilizzo delle loro opere, anche in Internet.

Tuttavia, il tentativo del sistema legislativo di adattarsi a uno scenario totalmente inedito, anche se mosso da motivi comprensibili e condivisibili, genera anche altre problematiche.

L'arte, per sua natura, non può prescindere dalla condivisione. Proprio per questo, piuttosto che limitarci a piantare paletti in nome del diritto d'autore sarebbe forse più opportuno interrogarsi su un punto successivo: come evitare che le restrizioni poste all'appropriazione indebita vadano a limitare anche la possibilità di condivisione delle opere? Un nuovo round, nel classico match tra sicurezza e libertà che va avanti da sempre.

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Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alla presa con articoli di tutt'altro genere.

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