Il lavoro del (e nel) prossimo decennio
27/12/2019

Italy Works? Il Mississippi non è l’Italia

L'attuale presidente di Anpal Mimmo Parisi vorrebbe realizzare Italy Works (spesa: 25 milioni di euro), una piattaforma di incrocio tra domanda e offerta di lavoro: ma è davvero questa la soluzione al problema lavoro in Italia?

2020, 15 gennaio 2020. Le feste natalizie (per alcuni le festilenze...) sono terminate e come siamo messi?
L’Italia è entrata nel nuovo decennio e sembra non aver capito manco come ci è arrivata. Ché decennio dopo decennio la grande emergenza rimane sempre la stessa: il lavoro.


Non sono bastati due ministri del Lavoro in un anno, un decreto dignità e un reddito di cittadinanza a risollevare la questione lavoro in Italia.


I dati Inps dicono che negli ultimi mesi del 2019 la crescita dei contratti a tempo indeterminato ha tirato il freno a mano e i numeri sono più bassi rispetto al 2018.

Il tasso di disoccupazione giovanile è sceso in un anno del 4%, ma è stato accompagnato dall'aumento dei ragazzi inattivi, quelli che “non studio, non lavoro, non guardo la tv / non vado al cinema, non faccio sport”, come cantava G. L. Ferretti (per avere un’idea, questi ragazzi sono circa 2.000.000 e hanno meno di trent'anni).

Giorni fa su Linkiesta, Lidia Baratta ha scritto che non sono bastati due ministri del Lavoro in un anno, un decreto dignità e un reddito di cittadinanza a risollevare la questione lavoro in Italia. E, al momento, manco il trasferimento a Roma del totem del Mississippi Mimmo Parisi, attuale presidente di Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro), è servito a qualcosa.


Il Mississippi non è l’Italia e le loro economie non sono comparabili: qui da noi i lavoratori non mancano.


Tra l’altro, in pochi hanno capito qual è il piano rivoluzionario di Parisi. Si sa che vorrebbe realizzare (spesa: 25 milioni di euro) Italy Works, una piattaforma di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, uguale, più o meno, a quella rifilata allo Stato del Mississippi (se volete darci un’occhiata, si chiama Mississippi Works).

Quali sono le cose che non vanno con questa piattaforma?

Primo: il Mississippi non è l’Italia e le loro economie non sono comparabili: qui da noi i lavoratori non mancano.

Secondo: in un documento di 40 pagine, la società di consulenza Ernst & Young sostiene che per sviluppare una piattaforma per la ricerca del lavoro sul modello di Italy Works, basta mettere a punto My Anpal a un costo di circa 600mila euro, risparmiando in questo modo circa 24 milioni di euro.

Ma il problema penso sia un altro.

Bisogna dare concrete opportunità di crescita ai dirigenti delle piccole e medie imprese e a quei professionisti che si sacrificano ogni giorno per dare il massimo. Fornire loro degli strumenti ad hoc per farsi conoscere da nuovi potenziali clienti. Insistere sulla formazione (qualcuno ha sentito parlare di lifelong learning?) per renderli competitivi nell'attuale mondo del lavoro, un mondo che, dopo la cosiddetta rivoluzione digitale, non è più lo stesso.


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Andare in direzione ostinata e contraria è un’operazione nostalgica inutile: i professionisti che finora sono sopravvissuti sono quelli che hanno compreso il ruolo centrale della comunicazione online. I social sono ormai indispensabili per emergere in qualsiasi ambito lavorativo.


Bisogna dare concrete opportunità di crescita ai dirigenti delle piccole e medie imprese e a quei professionisti che si sacrificano ogni giorno per dare il massimo.


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