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Idroluppolo

Idroluppolo: come produrre luppolo senza terra ed ottenere il quadruplo del raccolto

Il 38enne di Fondi Alessio Saccoccio fiuta l’affare redditizio e nasce così la prima produzione europea di luppolo in idroponica

La coltivazione tradizionale di luppolo è stata letteralmente soppiantata dalla tecnologia odierna, che permette di rendere i processi produttivi sempre più efficienti anche in condizioni in cui coltivare sarebbe impensabile.

Fondi, Latina. Niente a che vedere con il clima tipico delle tradizionali colture di luppolo.
È qui che nel 2016 prende forma la coltura idroponica del luppolo, firmata Alessio Saccoccio, che permette di coltivare senza l’effettiva sussistenza del terreno.

Le fondamenta del progetto


Il progetto ha radici nella terra dove la birra è un’istituzione sociale, basata su tradizioni che si perdono nei secoli: un gruppo di amici, non trovando lavoro nel Lazio, decide di partire per Londra e aprire un birrificio grazie agli aiuti del Governo.


Parlando con loro al telefono, Alessio scopre le difficoltà sia nel reperire il luppolo che nell'acquistarlo a prezzi modici.

All'epoca Alessio lavorava per Mercedes-Benz e, non soddisfatto del proprio lavoro, iniziò a guardarsi intorno, cercando informazioni sul luppolo: una pianta inizialmente non coltivata in Italia, il cui prodotto veniva importato per il 97 % dall'estero, soprattutto dall'America e dalla Germania.

La continua richiesta di luppolo ha permesso ad Alessio di captare l’affare redditizio:

C'era un bisogno collettivo che poteva essere soddisfatto


La consapevolezza di tutte le problematiche connesse alla produzione di luppolo lo ha indirizzato, ad occhi chiusi, verso l’unica soluzione possibile: l’idroponica.

Cos'è l’idroponica?


L’idroponica, dal greco hydro = acqua e ponos = lavoro, identifica il lavoro e l’azione potente dell’acqua impiegata. Si tratta di una delle tecniche di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte e la pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dall'acqua e da sostanze inorganiche, che consente di far crescere la coltura in maniera ottimale.


La pianta di luppolo di solito produce una sola volta l’anno, arriva a 9-10 metri d’altezza, richiede molto spazio potendone piantare solo una per metro quadro, necessita di cure periodiche dalle infestanti e di molta acqua per poter crescere.

Grazie all'idroponica l’aspetto ambientale è salvaguardato sotto ogni punto di vista: si assiste ad un minor dispendio di acqua, l’utilizzo di fertilizzanti è mirato evitando dispersioni nel terreno, l'uso di diserbanti è assente e quello di antiparassitari è ridotto.

Il vano tentativo di far crescere una piantina di luppolo ai raggi solari, lo ha convinto a rivolgersi a qualcuno che lo potesse aiutare: nasce così la collaborazione con Lazio Innova. Grazie al progetto Spazio Attivo di Latina, Alessio ha presentato la sua idea e ricevuto aiuto per delineare il proprio business plan.

Questo confronto lo ha portato a capire la necessità di cercare un partner agricolo che mettesse a disposizione le proprie serre per iniziare la sperimentazione. Nasce così, nei pressi della sua zona, la collaborazione con Alessandro Cinelli, già impegnato nelle sperimentazioni in idroponica.

A mie spese ho comprato le prime 100 piante, i primi 100 vasi ed insieme abbiamo iniziato a lavorare sulla possibile soluzione nutritiva per sviluppare le piante


Preparata la soluzione nutritiva e piantate le prime piante, ad aprile del 2017 si constata la loro fioritura con dei bei coni, tanto da lasciare entrambi stupefatti per il risultato ottenuto: nasce così la prima produzione europea di luppolo in idroponica e tra le prime a livello mondiale.

Questo? Solo un piccolo passo verso il successo: conscio della necessità di altro denaro per proseguire con la sperimentazione, Alessio decide di partecipare ad un bando della regione Lazio, chiamato “Pre-seed”, che vince. Così all’inizio del 2019 nasce Idroluppolo, un’azienda con sede a Fondi, in provincia di Latina.


Dalla consapevolezza di un rapporto embrionale tra natura, innovazione e risparmio, il motto di Idroluppolo è quello di far germogliare luppolo sostenibile e produrre birra ecologica: con l’idroponica si consuma il 50% in meno di acqua, con la possibilità di riutilizzarla e senza consumare il terreno.

In America stanno nascendo dei veri e propri movimenti contro i produttori tradizionali di luppolo perché la produzione di luppolo è impattante: occupa molti metri quadri di terreno ed una volta raccolto il luppolo quel terreno resta inutilizzabile soprattutto per l’uso ingente di trattamenti, pesticidi e fitofarmaci funzionali a garantirne la produzione.

Dove i produttori tradizionali di luppolo mettono una sola pianta, Idroluppolo riesce a metterne quattro: in 1200 m² i tradizionalisti ne piantano 600, Idroluppolo 2400. Per cui i vantaggi non si calcolano solo in termini di risparmio dello spazio, ma è la quantità prodotta a fare la differenza.


La macchina delle collaborazioni


Arrivati i primi soldi della regione, Alessio parte per la Cina con una missione: l'Italy - China Best Startup Showcase, un incubatore per start up innovative.
A novembre 2019 la finale!

Qui conosce un altro suo attuale partner Nicola Petriccione, un ingegnere specializzato in illuminotecnica, con il quale lavora alla realizzazione di un impianto completamente automatizzato per produrre il luppolo.

L’obiettivo è un sistema Industry 4.0, che gli permetta di controllare qualsiasi aspetto della produzione di luppolo a distanza: attraverso un computer si ha la possibilità di controllare lo stato delle piante e, in base ai dati ottenuti, fornire tutte le informazioni del caso al proprio cliente, ciò che non è possibile fare da remoto.

Idroluppolo si fa portavoce di un progetto Agritech: la collaborazione con SBS engineering, start up innovativa partenopea, sta portando alla realizzazione di una centralina IOT, che permetterà di monitorare tutti i parametri della serra come temperatura, umidità, CO₂, parametri della soluzione nutritiva (composizione EC e PH) e della singola pianta (drenaggio e quantità di ioni).

Una centralina collegata a lampade LED dotate di uno spettro personalizzato, che permettono un notevole risparmio energetico poiché si attivano solamente nel momento in cui la luce esterna non è sufficiente per far crescere il luppolo.

I dati raccolti dal sistema permetteranno l’analisi dei dati ed il conseguente miglioramento nelle scelte finalizzate ad una produzione ottimale.

Il 18-19-20 ottobre si è tenuto a Roma il Maker Faire, un evento che unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business. Qui Alessio ha presentato un nuovo progetto: una serra per metà adibita alla produzione di luppolo in idroponica che produce tutto l'anno (4 raccolti) e l'altra metà allestita a pub locale.

Una birra artigianale 100% made in Italy, con una filiera corta a Km zero: birra prodotta sul momento con luppolo fresco.

Idroluppolo ha anche aperto le porte a collaborazioni mondiali con l’Africa ed il Brasile, mentre per quanto riguarda la Cina il discorso è un pò controverso: mostrare interesse nei confronti del progetto non è sufficiente, perché in mancanza di una forte base economica si rischia di non riuscire a tutelare i propri brevetti.

In Cina il singolo non ha alcun potere sulle idee e la spesa per una tutela legale adeguata è esosa: quella forza economica che a Idroluppolo ancora manca.

Tornando in Italia, insieme a Maurizio Manenti, produttore di energia solare, Idroluppolo ha in programma un progetto ad Acquapendente: una serra da 1200 m² supportata da pannelli fotovoltaici.

Un lavoro continuo di implementazione di nuovi progetti, finalizzati ad incrementare le proprietà benefiche del luppolo. Non ci resta che aspettare di assaggiare sempre più (eco)birre prodotte con un occhio di riguardo per l’ambiente e per il nostro benessere.

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Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alla presa con articoli di tutt'altro genere.

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