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giulia pintus

Giulia Pintus: "Invento favole e poi ci credo"

I suoi genitori hanno sempre fatto il lavoro che sognavano ed è per questo che l'idea di lavorare con quello che ama fare le è sempre sembrato possibile. Oggi Giulia è un'illustratrice freelance che si definisce agrodolce. Il motivo? Leggete, guardate le sue illustrazioni e lo capirete subito.


Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia, hanno spinto Alessandra Santelli a lanciare un’idea contagiosa nel mondo dell’illustrazione per ridurre le emissioni causate dall'uomo e salvare gli alberi, che sono la prima linea di difesa contro il riscaldamento globale: mettere in vendita stampe su carta riciclata, il cui ricavato sarà devoluto al WWF.


Così, la sua collega Giulia Pintus ha dato il suo contributo a tale causa, mettendo in vendita le stampe di questa illustrazione. Giulia è una venticinquenne che, dopo aver studiato illustrazione e scrittura creativa presso la Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia, si è perdutamente innamorata del mondo dell’illustrazione per l’infanzia.

Proprio insieme ad Alessandra Santelli, nel 2015 ha infatti aperto a Piacenza uno studio a righe e pois, denominato Foglie al Vento, perché si sentono un po’ come due foglie con la testa per aria, in balia del vento. L’idea è nata in maniera abbastanza avventata, spinte dall'esigenza comune di creare un laboratorio per lavorare e farsi conoscere.

Anche se le richieste da parte di potenziali clienti iniziavano ad arrivare l’una dopo l’altra, la svolta vera e propria è giunta dopo la partecipazione ad un workshop su come usare i social: utile a livello di comunicazione tra Giulia e la sua collega e, di conseguenza, per facilitare quella con i clienti.


Cavalcando l'onda delle richieste sopraggiunte, hanno aperto una pagina Facebook da dove arriva la maggior parte del lavoro e circa l'80% del fatturato. Un traffico agevolato dalla pubblicazione di soggetti e situazioni comuni: contenuti in cui si possono rispecchiare ed immedesimare un pò tutti.

Giulia, oltre ad offrire una collaborazione a quattro mani, per privati, facendo principalmente ritratti, parallelamente lavora con le case editrici, illustrando libri per l’infanzia e realizzando anche immagini su commissione a scopo commerciale.

Ottimizzato l'utilizzo di internet, riesce a sfruttarlo al meglio, sia per pubblicizzare i suoi lavori extra, esterni all'editoria, sia per promuovere i propri corsi d'illustrazione.


Il mio primo lavoro d’illustrazione risale al 2°superiore. Inaspettatamente, la ragazza che me lo aveva commissionato mi diede 200€ interi. Per la soddisfazione li ho custoditi a lungo come Paperon de’ Paperoni

Come avvicinarsi al mondo dei più piccoli


Consapevole dei desideri e delle paure dei più piccoli, Giulia entra in punta dei piedi nel loro mondo, tracciando figure goffe, ironiche e strampalate. Elementi che rendono il suo segno molto personale e riconoscibile.

Lo stile, ormai si sa, si evolve continuamente, ma ciò che fa la differenza è il momento in cui si inizia a dar libero sfogo alla propria immaginazione e alle proprie idee, fregandosene dei giudizi, o perlomeno di quelli non costruttivi per la crescita professionale.


Si suole definire un’illustratrice agrodolce, perché quando disegna cerca di mescolare un po' di poesia e di malinconia, aggiustata con un pizzico di ironia, a cui aggiunge un retrogusto grottesco.


A Giulia piace pensare che le proprie illustrazioni facciano bene, attraverso la rielaborazione di situazioni comuni vissute da tutti e l’utilizzo di personaggi altrettanto comuni, dando risalto, in chiave ironica, a quelli che sono i loro difetti. Si mescola così il reale ed il concreto insieme a qualcosa di più eterogeneo e sognante, con la speranza che le sue storie possano rappresentare una piccola evasione dalla routine.


Quando disegno un personaggio faccio le facce che deve fare lui. La mia scrivania in studio è davanti alla vetrina, quindi le mie facce le vedono tutti


Disegnando i volti dei personaggi, si diverte a cogliere le espressioni più assurde: da qui la nascita di Gnic Gnic, Le Prince, Giacinto, Cipollina, Attilio, la Signorina Peppina ecc…

Affascinata dal mondo dei più piccoli, con gli anni ha cercato di immedesimarsi in loro, sintonizzandosi sulle loro emozioni e sul loro modo di vedere la vita: proprio come Montessori docet.


Maria Montessori è la scienziata che ha rivoluzionato la pedagogia infantile, discostandosi sia dal pensiero comune di fine Ottocento, sia da quello delineato dalla psicologia d'inizio secolo.

Il suo grande merito è quello di aver messo al centro del suo metodo la fiducia nel bambino e nelle sue capacità, con la volontà di rispettarne il ritmo personale di crescita e di valorizzare lo sviluppo dell’autonomia.

La stessa Montessori diceva che dobbiamo imparare dai bambini ad essere grandi, perché è proprio da loro che si possono trarre gli insegnamenti più importanti: i loro occhi vedono ciò che noi non siamo più in grado di vedere, i loro pensieri sono innocenti, privi di pregiudizi o barriere e soprattutto sono autentici.

Giulia, sin da piccola, ha un amore sviscerato per lo scrittore gallese Roald Dahl, proprio per la sua “sincerità” nei confronti dei bambini. Senza dimenticarsi che scrittori italiani come Gianni Rodari, Roberto Piumini e Bruno Tognolini hanno un posto d’onore nella sua libreria.

I bambini sono fatti della stessa materia dei sogni


Avete presente il volto incantato dei bambini quando ascoltano una favola?

Vengono letteralmente rapiti dal racconto di una favola; si vestono degli abiti dei loro protagonisti entrando totalmente nella magia del mondo fatato, dove tutto è retto dalla semplicità, dall'emotività e dal lieto fine.

Il primo libro scritto da Giulia per il mondo dell’infanzia è stato Giacinto, un personaggio che le ha dato un gran da fare inizialmente, perché, per la smania di entrare nel cuore dei bambini, si sforzava di creare uno stile universale e lineare che fossero in grado di capire. Ma i bambini sono molto più intelligenti di quanto si pensi, quindi non ha senso arrotondare troppo le forme, accendere troppo i colori o semplificare i tratti, perché loro capiscono tutto.

Giulia è fiera di poter entrare nelle case dei più piccini e di cullare i loro sogni dopo che i genitori hanno letto loro una favola da lei illustrata con personaggi che diventano per loro amici immaginari. Quasi emozionata, ci confida di riuscire a vivere di questo lavoro, non solo illustrando la storia di un libro o realizzando i lavori su commissione, ma dedicandosi anche a tenere corsi d’illustrazione e partecipando a mostre o eventi.

Al momento, Giulia sta illustrando una storia di Brian Freschi, che è un’esplosione di fantasia: non vi resta che seguire le avventure di una bambina curiosa e di una nonna alquanto arcigna.

Ma secondo voi, perché i bambini quando sfogliano un libro si soffermano sulle illustrazioni?

Perché catturano immediatamente la loro attenzione. Prendono un colore, un personaggio, un dettaglio ed il gioco è fatto: creano situazioni, immaginano storie, inventano finali. Le parole passano così in secondo piano, perché i bambini non potrebbero mai fare a meno di un’illustrazione. Sarebbe come togliere loro il bacio della buonanotte.

C’è un pensiero di Le Corbusier che incarna perfettamente l’efficacia di un’illustrazione con la i maiuscola: “Preferisco il disegno alle parole. Il disegno è più veloce e lascia meno spazio per le bugie".

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Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alla presa con articoli di tutt'altro genere.

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