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Federico Cerulli: quando i cocktail diventano arte

Ci vuole consapevolezza delle proprie capacità, tempo e tenacia per fare di una passione la propria professione. Parigi? La scintilla che ha acceso l'interesse di Federico Cerulli per l’arte della Mixology

Molto spesso il richiamo dell’arte non arriva subito: inizia a muovere i suoi passi con il tempo, quando le idee iniziano ad essere più chiare e limpide.

Per altri invece, i più fortunati, il richiamo da parte dell’arte è più lampante e non ha bisogno della consapevolezza che solitamente arriva con la maturità degli anni.



Oggi l’applauso di APPLAUDART ha la forma di un bicchiere pieno di ghiaccio, colori e sapori ed è rivolto a Federico Cerulli.

Un giovane che, con un pizzico di originalità e molta voglia di imparare, ha saputo fare della propria passione un'arte e della propria arte una professione.


Quando la passione diventa professione


Federico, dopo gli esami di maturità e dopo il famoso “anno sabbatico” o di riflessione (chiamatelo come volete), ha deciso di cambiare aria per capire cosa fare della propria vita. Destinazione: Parigi. Da qui ha avuto inizio tutto!


Ero deciso a continuare a coltivare questa nuova passione, di renderla una vera professione


Iniziando dalle basi, presso un ristorante italiano sulla via principale della città, ha trovato da subito un feeling con questo mestiere: un cordone ombelicale difficile da tagliare.


"Il tempo passava ed io ero sempre più entusiasta, avevo appreso le basi della caffetteria e dei primi cocktail famosi (Mojito, Cosmopolitan ecc…), ma ero deciso a continuare a coltivare questa nuova passione, di renderla una vera professione, iniziando a studiare nell'accademia da barman che tuttora frequento".


Così ha preso forma quella che è attualmente la sua professione: il barman, con l’obiettivo di crescere nel settore della Mixology, l’arte del bere miscelato, di raggiungere l'equilibrio e l’alchimia perfetta fra i componenti di un cocktail.


Il mixologist gioca sulle temperature, utilizza ingredienti originali e tecniche moderne come la mixologia molecolare per raggiungere risultati carichi di originalità. Ma sopratutto, il mixologist è un vero cultore dei cocktail e della propria arte: coinvolge i clienti spiegando le fasi della creazione delle proprie opere, punta alla qualità, ma anche alla notorietà professionale.


Il padre della mixology è considerato da molti Dale DeGroff. Alla base della sua idea rivoluzionaria c'è il tentativo di portare l’approccio gastronomico sui cocktail.

Gli esperti della mixology hanno alle spalle un percorso di studio più approfondito di chimica dei sapori, dei colori e anche di storia.
La mixology è più elegante rispetto al flair bartending, se la si analizza dal lato esecutivo del drink: movimenti meno acrobatici, differenti metodi di versaggio degli ingredienti e una spiegazione del drink più raffinata e suggestiva.

La mixology, in sintesi, è l’evoluzione del bere miscelato, dato che, per necessità, l’uomo miscela da sempre. Oggi il mixologist, grazie alla fusione con alcune tecniche moderne, è una figura di rilievo per un locale che vuole distinguersi dagli altri puntando sui cocktail.


Istruzione, biologia e destino


Traendo ispirazione da una famosa frase di Doug Coughlin, Federico abbraccia il seguente pensiero: "l'istruzione arriva fino ad un certo punto, poi è una questione di biologia, di biologia e di destino".
E mentre per la biologia si può fare poco, Federico sta costruendo il proprio destino professionale, un passo alla volta.


Passione, talento e promozione digitale


Oggi, come testimoniano le voci che abbiamo ascoltato in People e nelle Stories, alla crescita professionale in senso stretto deve sempre seguire una crescita digitale: l'Era della comunicazione invita ogni artista che voglia emergere, o semplicemente farsi conoscere, a diffondere la propria arte tramite i canali digitali.


Investire tempo e denaro per lo studio e la formazione, dedicandosi a tempo pieno al miglioramento di se stessi


"Ho deciso di condividere le mie esperienze professionali e i miei progetti attraverso i social per creare, e allo stesso tempo coinvolgere, una rete di persone che interagisca con questa mia passione. Una sorta di curriculum virtuale, formato da foto e video che raccontino, passo dopo passo, gli sviluppi della mia carriera".

Così Federico promuove la sua attuale professione, aggiungendo che la creatività personale ha sempre motivo di esistere, perché ogni lavoro ha bisogno di spunti e di nuovi input ogni giorno; e soprattutto perché senza di essa, aspirare ad essere il migliore in un settore professionale, sarebbe come tentare di scalare una montagna di cui non si raggiungerà mai la vetta.


Consigli per i bartender di domani


Se si chiede a Federico cosa consiglia a chi ha intenzione di intraprendere la sua stessa strada, la risposta è chiara: "Investire tempo e denaro per lo studio e la formazione, tramite libri ed accademie riconosciute, dedicandosi a tempo pieno allo sviluppo e al miglioramento di se stessi, delle proprie tecniche e delle ricette". Ma specificando che: "Bisogna sempre far attenzione quale corso, accademia o formazione frequentare, poiché vi è sempre il rischio di investire tempo e denaro in risultati diversi da quelli sperati".

La storia di ciascun artista vale oro e può servire a cristallizzare la visione d'insieme del singolo artista ed aiutare a ricordarlo.

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Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alla presa con articoli di tutt'altro genere.

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