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matrimonio perfetto

Eva Presutti: regole e rischi del matrimonio perfetto

In Italia il settore matrimoni "vale" 15 miliardi all'anno: un albero ricco di frutti che fa gola a wedding planners e social media marriagers. Ma come nell'Eden, il matrimonio è una mela che cela anche delle insidie. Parola di Eva.

Viviamo in una realtà molto frenetica, a tal punto che le persone non riescono a trovare il tempo neanche per organizzare quello che, almeno sulla carta, dovrebbe essere il giorno più importante della propria vita: il matrimonio. È in questo contesto che nasce e si innesca la figura del wedding planner.

Secondo recenti statistiche della Camera di Commercio, nel nostro Paese il settore wedding coinvolge circa 83 mila imprese tra fornitori, location e organizzatori. Una folta schiera di players, per un giro d'affari che raggiunge la cifra da capogiro di 15 miliardi di euro all'anno.
Nonostante si parli molto spesso di un vertiginoso calo dei matrimoni, i numeri appena visti dimostrano che le opportunità per intraprendere la carriera di wedding planner restano numerose, in un settore in cui si celebrano oltre 191.000 nozze l'anno a fronte di circa 1.000 professionisti qualificati.

L’Italia, oltre ad essere la nazione europea con le maggiori richieste di questa figura professionale, ha anche il primato dei wedding planner meno cari d'Europa, con un rapporto qualità/prezzo in grado di renderli molto competitivi: in Inghilterra per avere a disposizione una buona wedding planner bisogna prevedere un 15-20 % sul costo complessivo del matrimonio, 18% in Svizzera, 17% in Germania, un 12-15 % in Francia ed un 10-12 % in Italia.

Per capire cosa significa fare questo lavoro in Italia e quali sono le dinamiche sottese alla buona riuscita di un matrimonio, abbiamo intervistato Eva Presutti, una giovane wedding planner nata a Napoli e trapiantata a Roma, che, oltre a parlarci della sua professione, ci ha voluto raccontare del modo inaspettato con cui il proprio naturale “istinto all'amore” l’ha portata a rendere indimenticabili i matrimoni di tante coppie.

Al di là dei numeri, infatti, il suo obiettivo è quello di raggiungere il connubio perfetto tra il gusto e le esigenze dei futuri sposi, mettendo al loro servizio la propria esperienza nel settore.

"Noi italiani abbiamo un naturale ed innato senso del gusto, delle cose belle, dell'arte e dell'artigianato. Fonti da non sprecare, ma da cui attingere e alle quali unire quegli spunti che giungono quotidianamente dai social, dal resto del mondo, per dar vita a delle vere e proprie magie."

Tant'è vero che le ambientazioni bucoliche mozzafiato, montate ad arte da Eva, assumono il tratto e la magia tipici di una favola Disney: "Dietro quella foto perfetta fatta di fiori, mise en place allineate ed impeccabili, buffet di cene luculliane, luci e colori c’è un lavoro che si può capire solo se lo si vive al 100%."

Dunque, il segreto di Eva? Allestire il matrimonio "sartorialmente", cucendolo minuziosamente addosso alla coppia di sposi; facendo della cura e dell'attenzione gli elementi che hanno permesso al suo brand personale di diventare una certezza nel mondo del wedding.

I tempi non sospetti di una futura wedding planner


Ho sempre messo l'amore al primo posto. Gioisco vedendo l'amore altrui, per me è come una sorta di ricarica naturale.


A volte solo facendo un'analisi a ritroso della propria vita si capisce in quale momento è stato fatto quel fatidico passo per il proprio futuro, personale o professionale.

"Sin da piccola ho amato l'amore e, anche nelle prime cotte da adolescente, ho sempre organizzato sorprese speciali per anniversari, compleanni o giorni significativi. Creavo vere e proprie scenografie sulla spiaggia, mi arrovellavo per pianificare cene romantiche; insomma facevo cose spettacolari, che a ripensarci ora sembrano quasi il germe di quello che poi sarebbe venuto. Non c'è stato un avvenimento scatenante che mi ha resa così, potrei dire semplicemente che ho un istinto all'amore".

Niente di più lineare e coerente tra quello che Eva era da piccola e quello che è diventata: da sognatrice nuda e cruda alla concreta realizzazione dei sogni altrui.

D'altronde, solo chi crede in certi valori, come la felicità di coppia o l'amore assoluto, può trasmettere questo suo credo agli altri:


"Ho sempre messo l'amore e tutte le sue sfaccettature al primo posto. Sono una persona che gioisce vedendo l'amore altrui, è come se fosse una sorte di ricarica naturale perché amo vedere le persone felici, innamorate, a prescindere da quale sia la mia condizione del momento. Mi nutro delle energie positive che vedo intorno a me, visto che il mio unico obiettivo è quello di rendere felici le persone: questo è il solo modo in cui posso concepire l'amore."

Cosa fa un wedding planner


Al di là di questa visione eterea ed eterna dell'amore, che fa da cornice perfetta al lavoro di wedding planner, la professione di Eva non si esaurisce e minimizza nello svolgere il "compitino" richiesto dagli sposi.
Come tutte le figure professionali anche i wedding planner sono figure propositive, chiamate a svolgere una serie di mansioni ben definite, pianificate al dettaglio e sugellate da tanto di contratto; per chi non lo sapesse le principali mansioni consistono in:


Qui sotto, un elenco veloce delle mansioni o dei doveri principali del wedding planner:

    - incontrare e conoscere la coppia per comprenderne i gusti, i desideri ed il budget a disposizione;
    - stipulare un contratto con gli sposi, avente ad oggetto l’espletamento dei servizi così come richiesto dagli sposi e le relative condizioni contrattuali a tutela delle parti;
    - stilare un piano commerciale del servizio da far approvare agli sposi, nonché la redazione di un progetto nel quale illustrare le modalità organizzative e di gestione di ogni fase dell’evento, con le relative scadenze da rispettare;
    - insieme agli sposi, scegliere la location e definire lo stile del matrimonio;
    - realizzare gli allestimenti;
    - scegliere i fornitori (catering, fioristi, make-up artist, hair stylist, fotografo, cantanti ecc...);
    - gestire degli aspetti tecnici, logistici e burocratici (permessi, prenotazioni, autorizzazioni ecc...);
    - su richiesta, prestare assistenza nella scelta dell'abito da sposa e degli accessori, dell'abito da cerimonia dello sposo e delle damigelle.

Professionalità, organizzazione, responsabilità, pianificazione, lavoro di squadra, gestione del team, spiccata tecnica di problem solving e senso pratico.


Questo il mix perfetto che contribuisce all'ottima riuscita del giorno delle nozze, anche se a tenere le redini dell'intera macchina organizzativa è il lavoro di squadra: pezzi di un puzzle che Eva collega per ottenere un risultato che sia in linea con le aspettative degli sposi. O magari anche al di sopra delle stesse.

"Il lavoro di squadra è fondamentale. Facciamo un lavoro stupendo che può essere, però, soggetto ad innumerevoli imprevisti, la cui mancata ed immediata risoluzione potrebbe condizionare la buona riuscita dell’evento. Solo un metodo organizzativo ben saldo consente, così, di gestire qualsiasi incidente di percorso."

Oltre le doti teoriche e pratiche, ciò che contraddistingue Eva, e che fa da collante alla sfilza di compiti sopra indicati, è il rapporto empatico: quello che si instaura tra il wedding planner e gli sposi, perchè per un professionista delle nozze, vedere attraverso gli occhi degli altri, è l'elemento che contribuisce a cogliere le loro esigenze e di conseguenza ad assicurarsi la migliore riuscita del matrimonio stesso. Sempre pronta ad ascoltare e a comprendere quelle che sono le ansie e le paure degli sposi, Eva si trasforma in una sorta di "consulente psicologica delle nozze", consigliera fidata ed esperta, sempre aperta al dialogo.

L'inquadramento legislativo della figura di wedding planner


Per la legge italiana, il wedding planner resta una figura professionale non ancora regolamentata del tutto, motivo per il quale il contratto concluso con gli sposi è qualificabile come contratto di prestazione occasionale. Nonostante la coppia possa godere del diritto di recesso entro 60 giorni dalla data delle nozze, il wedding planner è comunque legittimato a trattenere le somme versate fino a quel momento, anche in caso di annullamento del matrimonio per un fatto a lui non imputabile (causa di forza maggiore).

Nel caso in cui la parte inadempiente sia il wedding planner, valgono le medesime clausole a cui sono soggetti anche gli sposi: solitamente viene utilizzata la cosiddetta clausola della penale, nella quale si definisce preventivamente il risarcimento in caso di inadempienza o di ritardo nell'adempimento di una delle due parti.

Tuttavia, tralasciando le questioni economiche e legali derivanti dal mancato rispetto del contratto di una delle due parti, il cuore di ciascun matrimonio resta sempre l'amore. E come giustamente sottolinea Eva: "Il contenuto emozionale di un matrimonio tale deve rimanere e bisogna assolutamente evitare di dargli una patina commerciale e puramente contrattualistica.

Recentemente, però, è arrivata la fumata bianca per il riconoscimento di una professione in forte crescita: il bollino blu dei wedding planner, una certificazione quinquennale accreditata, che garantisce la valenza sul mercato dei professionisti provvisti dei requisiti, delle competenze e delle esperienze necessarie.
Un riconoscimento dell'UNI (ente nazionale di unificazione) e dalla AIWP (Associazione Italiana Wedding Planner), come giusto approdo di una realtà significativa nell'ambito delle libere professioni.
La certificazione inquadra, in una serie di regole, una professione troppo spesso improvvisata, ora sottoposta al controllo di enti che ne seguono l'intero iter di riconoscimento, attribuendo così maggior tutela alle coppie che scelgono di rivolgersi a soggetti terzi per l'organizzazione del proprio matrimonio.

I social: le due metà di una mela



I matrimoni, sono da sempre eventi social, che passano sotto la lente d'ingrandimento e di inevitabile critica da parte di invitati, amici, parenti e conoscenti.
Figuriamoci ai tempi dei social network.

Il matrimonio social è ormai diventato un trend che si impone con forza, un matrimonio 3.0 che dà addirittura vita ad una nuova figura professionale: il social media "marriager", una figura che si occupa sostanzialmente di gestire la comunicazione sui social del giorno delle nozze.

Questa nuova abitudine della società genera nuove richieste e aumenta le possibilità per i wedding planners di mettere a frutto la propria arte: una mela gustosa in mano a Eva e colleghi. Ma proprio come nell'Eden, strappare la mela dall'albero dei social comporta delle insidie.

I social restano una finestra sul mondo, su nuove tendenze, culture e mode, ma anche un'arma a doppio taglio per il sempre più massificato furto d'immagini.


Il rapporto tra wedding planners e social network non si esaurisce con il fatidico giorno del , ma è un tassello fondamentale del proprio storytelling professionale.

Nonostante il passaparola resti per molti di loro il più efficace e concreto strumento di pubblicità, la condivisione a fini promozionali del proprio operato porta ottimi risultati nel lungo termine, fino a rendere i professionisti dei veri e propri influencer nel proprio settore.

"Oggi i social hanno un valore molto forte ed impattante sul mercato, velocizzano il processo grazie alla diffusione worldwide. A differenza del passaparola però, i social rappresentano un mondo parallelo che crea identità, a volte fittizie; andando così ad intaccare tutto ciò che è sinonimo di realtà ed affidabilità".

Quello della facciata fittizia è solo uno degli aspetti oscuri dei social network, la cui velocità di diffusione rende sempre più difficile il relativo controllo sui contenuti, per impedire ad esempio il furto delle immagini, tesoro inestimabile di questa professione.


Le foto rappresentano il principale biglietto da visita dei wedding planner, contenuti preziosi in grado di generare flussi di richieste e nuovi ingaggi. Proprio per questo la questione della tutela da furti di immagini, plagi e false attribuzioni di paternità è un aspetto fortemente sentito in questo settore, così come in altre professioni che legano la propria attività alla comunicazione visiva.

"Sarebbe necessario un controllo a tappeto sul furto delle immagini. Soprattutto in un lavoro come il mio, capita che personaggi poco corretti con un semplice screenshot si approprino di progetti e lavori non loro, per poi pubblicarli come se lo fossero. Servirebbero pene pecuniarie e penali più severe, affinché questo fenomeno diminuisca, magari procedendo persino alla chiusura del profilo nei casi più gravi. Un’altra cosa che abolirei è l’acquisto di follower, like, commenti, uso dei bot e tutto quello che la gente fa per accrescere i propri follower in maniera falsata."

Ecco l'altra metà, quella marcia, della mela di Eva.

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Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alla presa con articoli di tutt'altro genere.

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