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Il lavoro degli insegnanti durante l'emergenza Coronavirus

Domenica scorsa (otto marzo), tramite la sua newsletter Guerre di Rete, la giornalista, scrittrice e cybersecurity awareness manager Carola Frediani ha pubblicato un utilissimo approfondimento sugli strumenti da utilizzare per la scuola a distanza. Ve lo propongo anche sul blog di ApplaudArt non solo per gli argomenti trattati (lavoro, formazione, tecnologia), ma soprattutto per aiutare alunni, genitori, nonni ed insegnanti a gestire questa situazione scolastica di estrema difficoltà

Per chi non lo sapesse, Carola Frediani ha scritto di nuove tecnologie, cultura digitale, privacy e hacking per L'Espresso, Wired, Corriere della Sera, Sky.it, TechPresident, Motherboard e altre testate. Ha pubblicato diversi libri tra cui i recenti Guerre di rete e Fuori Controllo. È finalista del premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica con Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali.

Di seguito, il paragrafo della sua newsletter Guerre di Rete focalizzato sugli strumenti per la scuola a distanza. Condividetelo ovunque. Buona lettura.

Coronavirus e la sfida per la scuola italiana


Purtroppo il Coronavirus ci ha messo di fronte anche alle difficoltà della scuola italiana, che per ora appare impreparata ad affrontare un’improvvisa e indubbiamente inaspettata necessità di formazione a distanza. Il punto è che la formazione a distanza e l’uso di strumenti digitali per l’insegnamento non si improvvisano e che, se lasciati a se stessi, molti insegnanti e molte scuole faticano a organizzarsi, anche quando c’è la volontà (ma a volte si incrociano anche vecchie resistenze).


In Italia solo il 20 per cento degli insegnanti ha seguito corsi formativi in materia di alfabetizzazione digitale


Così ci sono insegnanti che girano i compiti sui gruppi Whatsapp, altri che non riescono a concordare coi colleghi gli strumenti da usare, riunioni docenti che si tengono al bar come carbonari (sono racconti o esperienze che mi sono arrivate direttamente), e poi studenti che non si presentano online, o semplicemente non ci riescono, e magari hanno anche l’ansia da collegamento (come racconta questo simpatico articolo di Tecnica della scuola).

Siamo in piena arte di arrangiarsi, ma senza l’energia e l’inventiva tradizionalmente associate all'espressione (ovviamente, ci sono le eccezioni virtuose di cui si è per altro scritto sui giornali). Anche perché, scrive Il Post, “in Italia solo il 20 per cento degli insegnanti ha seguito corsi formativi in materia di alfabetizzazione digitale”. E se il 40 per cento è interessato a imparare a farlo, c’è ancora un 40 per cento contrario.


Non si può andare avanti un mese (e, realisticamente, anche di più) girando solo compiti da fare


Forse ci vorrebbe in questo momento un coordinamento più deciso e chiaro dall’alto, indicazioni più precise su come gestire la situazione, un supporto tecnico agli insegnanti e dirigenti, e la capacità di individuare sistemi multipli e inclusivi (se uno studente non riesce a usare uno strumento specifico, avere strategie di backup; questo vale specie per i più piccoli che sono meno autonomi e necessitano la presenza di genitori/nonni/babysitter digitalizzati, ma anche per aree con divario digitale). Ma non si può andare avanti un mese (e, realisticamente, anche di più) girando solo compiti da fare.


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Scrive Francesca Devescovi sul sul Sole 24 Ore : “La prima settimana di chiusura passa liscia senza compiti ma da lunedì 2 marzo quello che succede è il caos”.

”Solo pochi giorni fa, il MIUR ha fornito delle disposizioni per supportare i docenti nella formazione a distanza. Le piattaforme che suggerisce sono tra quelle più usate nel mondo: è il caso di Google Education che attraverso la piattaforma Classroom permette di assegnare compiti, dialogare con gli studenti e fare dei test oppure Office 365 Education di Microsoft.”.


La formazione a distanza non si risolve con una piattaforma, un tool o una startup, bensì con un metodo completamente diverso rispetto alla formazione in aula


Ma come nota anche Devescovi, la formazione a distanza non si risolve con una piattaforma, un tool o una startup, bensì con “un metodo completamente diverso rispetto alla formazione in aula che necessita di una progettazione delle lezioni ad hoc e soprattutto delle competenze digitali discrete e degli strumenti tecnologici adeguati".

Quello che succede nelle scuole del territorio lombardo è un approccio a macchia di leopardo: alcune scuole, già informatizzate e digitali, hanno avviato la formazione a distanza coinvolgendo gli studenti con questo nuovo approccio: docenti e ragazzi connessi nella piattaforma con lezioni interattive. Ma la maggior parte delle scuole si è attrezzata con metodi più tradizionali: valanghe di compiti inviate tramite le chat di Whatsapp o nel migliore dei casi via mail. Pagine e pagine da studiare o esercizi da fare in assoluta autonomia e senza interazione con gli insegnanti”.


I nonni come al solito gli eroi del nostro Paese. Sono impegnati ad accudire i nipoti e contemporaneamente barcamenarsi tra lezioni, compiti e bambini restii a studiare


Il risultato è l’impazzimento dei genitori (molti dei quali si ritrovano a fare smart working da casa, il che aiuta ma nello stesso tempo devono appunto lavorare e non possono fare gli insegnanti a tempo pieno ai figli) e il sovraccarico dei nonni, e qui concordo ancora con Devescovi: “come al solito gli eroi del nostro Paese. Sono impegnati ad accudire i nipoti e contemporaneamente barcamenarsi tra lezioni, compiti e bambini restii a studiare”.

Cosa usare


Ma veniamo agli strumenti. Perché come ha detto il dirigente scolastico Amanda Ferrario su Skytg24 sabato mattina, “è il momento di agire”. A livello ufficiale, i dirigenti scolastici, secondo quanto previsto dal Dpcm del 4 marzo 2020, devono attivare, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, come spiega il sito del ministero dell’Istruzione. E si indica di registrarsi a servizi come G Suite for Education di Google oppure Office 365 di Microsoft.


Ma veniamo agli strumenti. Perché come ha detto il dirigente scolastico Amanda Ferrario su Skytg24 sabato mattina: “è il momento di agire”



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Tuttavia come abbiamo visto finora molti si stanno auto-organizzando o semplicemente navigano a vista. Ho compilato dunque un elenco (parziale! Se ne avete in mente altri, scriveteli qui sotto nei commenti oppure alla mail daniele.piovino@applaudart.com) di strumenti che potrebbero essere utili. In alcuni casi cerco di indicare a braccio il livello di difficoltà/preparazione digitale necessario per usarli: base, intermedio, avanzato.



Videolezioni in diretta


- Google Hangout (per account personali) e Google Hangout Meet (serve G Suite) (BASE).

- Zoom.us (gratuito, limite di 40 minuti a meeting in tale versione - livello BASE, ma adatto a studenti più grandi).

- Webex Cisco (ha esteso periodo di prova gratuito, BASE, ma adatto a studenti più grandi).

- Microsoft Teams ha esteso a tutti e fino a sei mesi il periodo di prova gratuita (BASE/INTERMEDIO).

- Big Blue Button (strumento open source pensato per la didattica, si può provare la demo - AVANZATO).

- Jitsi.org (open source, facile, coraggio provate - BASE).

- Eztalks, per webinar (c’è versione free).

- Twitch.tv per streaming in diretta e hosting di streaming in diretta e Discord per audiochat e chat (molti studenti probabilmente li conoscono già e possono aiutare).

- Streamyard.com per fare lezioni live che si possono mandare su altre piattaforme (Youtube, Facebook ecc).
(Qui su ComputerWorld un confronto fra alcuni di questi).

Registrare video

- Screencast-o-matic

Presentazioni

- Genial.ly per slide interattive. Aiuta con la gamification, e ha molti template pronti anche nella parte gratuita. È una web app, quindi non serve download. Livello BASE.

- Prezi, presentazioni con zoommate (versione per insegnanti scontata a 3 euro al mese ma c’è una versione di prova) - INTERMEDIO.

Creare quiz e test interattivi

-Kahoot (BASE).

Piattaforme per organizzare la didattica


- Lascuolacontinua.it

- Strumenti per la didattica online
- Fondazione CRUI (per università)

-Edmodo

Esempi di contenuti pronti (qui invito tutti a segnalarmi altro)

- Gimme Five una app per insegnare e apprendere il calcolo mentale di addizioni e sottrazioni a più cifre (demo gratuita per 30 giorni).

- Tabelline.

- Scienza in inglese per bambini/ragazzi (VIDEO - YOUTUBE potete mettere sottotitoli in inglese).

- Risorsedidattiche.net per primaria e secondaria (un sito davvero ricco, con lezioni, schede, video, giochi).

- Riconnessioni - spazio collaborativo dove docenti possono documentare la progettazione e la realizzazione di attività didattiche.

-Redooc - offre licenze gratis per tre mesi, attivabile dagli studenti o dai genitori, con lezioni, compiti dalle elementari alle superiori.

Condividete le lezioni fatte online

Un appello a tutti gli insegnanti e classi che stanno realizzando lezioni online. Che siano schede scritte o video registrati, condividetele online ovunque! Si potrebbe usare un hashtag specifico, tipo: #lezionicondivise (ma se ce ne sono in uso già altri, avanti con quelli e diffondeteli: l’importante è avere un riferimento per la ricerca), su Twitter, Youtube, Instagram e Facebook.

E grazie a tutti quelli che mi hanno segnalato strumenti.


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Daniele Piovino
Daniele Piovino
Web content editor. Ho scritto su Rolling Stone, Write and Roll Society, MOW, HTML.it, Il Fatto Quotidiano, Bastonate.

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