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Ecco il nuovo imperativo nel mondo del lavoro

Il futuro del lavoro? È nelle competenze digitali

Le competenze digitali

Secondo un recente report dell’Unione Europea, molto presto saranno ben 9 lavori su 10 a richiedere una competenza digitale e, in virtù di questo dato, la Commissione ha stilato un documento con dieci raccomandazioni volte specificamente ad una maggiore diffusione delle digital skills.


Entro il 2020, a fronte di due nuovi milioni di posti di lavoro, ne spariranno ben sette


Con tale termine si fa riferimento, in senso allargato, ad un ampio ventaglio di abilità, in ambito tecnologico, attraverso le quali si possono circostanziare, valutare e realizzare contenuti usando internet e l’informatica.

Nello stesso Rapporto si evidenzia che, entro il 2020, a fronte di due nuovi milioni di posti di lavoro, ne spariranno ben sette, concentrati, soprattutto, nelle aree amministrative e della produzione.


In tutte le professioni esiste, più o meno, la necessità di avere skills digitali


A crescere saranno, invece, l’area finanziaria, il management, l’informatica e l’ingegneria.
Un quadro che evidenzia, chiaramente, anche un’inversione di rotta nelle competenze e nelle abilità ricercate.

In particolare, nel 2020, quelle più gettonate saranno il pensiero critico e la creatività, in crescita, omogenea e parallela, con il fabbisogno, sempre in aumento, di competenza digitale nelle aziende tradizionali.

Per comprendere la portata del fenomeno, basti pensare ai cambiamenti avvenuti in un settore, come la vendita al dettaglio, fino a non molto tempo fa considerato esclusivamente “fisico”.

Ora l’acquirente non si limita più a varcare la porta del negozio ma anzi, sempre più spesso, fa shopping su Internet, si informa prima di comprare un prodotto, valuta attraverso le opinioni di altre persone, osserva dettagli e caratteristiche su foto e video.

Ecco quindi che le skills digitali, in tale comparto, arrivano a pesare per una percentuale del 54%, valore, tra l’altro, in costante crescita.

Un trend confermato anche da Marco Gay presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione delle Aziende di Information Technology e dell’Elettronica di Consumo, aderente a Confindustria, che, in un recente articolo su Industria Italiana ha dichiarato: “Non è più sufficiente preoccuparsi di cosa serve alle aziende in termini di nuovi specialisti ITC, ma bisogna estendere l’attenzione alle professioni tradizionali. In tutte esiste, più o meno, la necessità di avere skills digitali.”


Attualmente, la vera sfida nelle strategie di business si gioca quindi sul piano della digitalizzazione


Il vero punto nevralgico del sistema consiste, dunque, nel divario esistente tra la necessità espressa dal mercato e la carenza di figure specializzate nel settore.

Attualmente, la vera sfida nelle strategie di business si gioca quindi sul piano della digitalizzazione e a vincerla saranno le aziende pronte a cavalcare il cambiamento: quello della generazione Z che si nutre a video, hashtag ed immagini.


L’imperativo è adeguarsi, in maniera sempre più performante, a tali nuovi mood che coinvolgono sia il settore terziario e dei servizi che quello industriale e manifatturiero


Un fenomeno non più circoscritto semplicemente al mondo social ma, al contrario, dai contorni sempre più allargati ad ogni ambito sociale, a partire dal comparto lavorativo.

L’imperativo è adeguarsi, in maniera sempre più performante, a tali nuovi mood che, secondo un rapporto di Nesta Italia sulla situazione delle competenze digitali in Italia, coinvolgono, sia il settore terziario e dei servizi che quello industriale e manifatturiero, anche se in misura minore.

La sfida per il futuro delle piccole e medie imprese risiede nella capacità di adeguarsi a questa nuova cultura lavorativa: non più basata esclusivamente sulla formazione del personale ma su un radicale cambiamento della capacità comunicativa del proprio format, in grado di aprire un mare magnum di opportunità e prospettive.


La sfida per il futuro delle piccole e medie imprese risiede nella capacità di adeguarsi a questa nuova cultura lavorativa


L’impresa che saprà coglierle, conquistando nuovi spazi di mercato, sarà quella in cui le naturali inclinazioni dei giovani verso le competenze digitali saranno combinate con le esperienze e le capacità di chi già opera, da anni, all’interno dell’impresa.

Competenze digitali e formazione

Proprio per conciliare le esigenze di un mercato sempre più specializzato con la carenza di personale esperto nelle competenze digitali, nasce il master di una delle primaria aziende nel settore: Talent Garden che mette a disposizione, ogni anno, delle borse di studio a copertura totale.

Si tratta di un percorso che ha l’obiettivo di formare Digital Officer, ossia esperti in grado di guidare le aziende italiane nell’innovazione digitale.

Il programma, specificamente incentrato sul Made in Italy, prevede undici settimane in aula e quattro di pratica con un tour conclusivo in giro per la Penisola, durante il quale i selezionati avranno modo di lavorare in alcune delle maggiori imprese nazionali.

Un report sull’inserimento delle risorse ottenuto nelle tre edizioni precedenti registra “un placement del 100%”,con opportunità all’interno di aziende come Accenture, Esselunga, Intesa-Gruppo IBM, OneDay Group e Salesforce.

Il corso è finalizzato a fornire competenze specifiche su tecnologie e metodi innovativi e le lezioni, che si terranno all’interno del campus TAG Milano Calabiana a partire dal 16 marzo, si svolgeranno tra Digital & Innovation strategy, Agile methodologies, Data approach, Leadership & Change management.

Requisiti previsti? Età tra i 21 ed i 35 anni, passione per il digital, il business e la tecnologia e soprattutto tanta voglia di guidare per mano le imprese alla scoperta del loro futuro.

Bisogna estendere l’attenzione alle professioni tradizionali: in tutte esiste, più o meno, la necessità di avere skills digitali

Altra interessante opportunità di formazione nel settore digitale è in Veneto, esattamente a Murano.

Si tratta di un corso di Digital Marketing gratuito, rivolto a persone sia disoccupate che occupate, con la previsione di un rimborso spese. Si propone di fornire competenze digitali applicate al mondo del marketing e le lezioni inizieranno il 10 marzo 2020.

Per presentare la propria candidatura occorre compilare il form presente qui.

Per chi, invece, preferisce una formazione accademica internazionale, è assolutamente da segnalare il master di un anno alla Harbour Space di Barcellona. Presso l’ateneo è stato attivato una specifico corso di Digital Marketing progettato per formare i nuovi professionisti del digitale, che “possono beneficiare di una crescita esplosiva delle tecnologie online utilizzando gli strumenti più all’avanguardia nel lavoro quotidiano.”

Come si legge nella presentazione: la metodologia di insegnamento Harbour.Space combina in modo univoco un forte background accademico negli studi di business, finanza, contabilità, marketing e strategia con una conoscenza digitale approfondita e specifica nei video online, mobile, virale, social media e marketing basato sui dati.

Sarai un testimone quotidiano delle ultime innovazioni di Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Netflix e altre grandi aziende tecnologiche. Saprai come aiutare i marchi a comunicare in modo efficace con il loro pubblico di destinazione utilizzando gli straordinari vantaggi che le tecnologie online emergenti hanno portato al mondo.

Per info su corsi e costi: cliccare qui.

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Simona Tenentini
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