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Claudia Casanova: girl power yoga

Claudia Casanova si trasferisce a Milano dalla Sardegna, si laurea in ingegneria biomedica e inizia a lavorare nel campo della salute. Ed è nel ritmo milanese che Claudia inizia a scoprire l'universo del Power Yoga, fino a diventare insegnante di questa disciplina

Lo yoga in Italia

L'ultima volta che un conoscente mi ha parlato di yoga e consapevolezza di sé, aveva una sigaretta nella mano destra e un gin tonic nell'altra. Era il 2011 e in Italia i praticanti di yoga, dati alla mano, erano poco più di un milione; oggi sono più del doppio (circa 2,5 milioni).

Avevo la sensazione che si trattasse dell'ennesima tendenza modaiola, utile per mostrare qualche foto accattivante sui social e avere un argomento di conversazione davanti a uno spritz.

Per togliermi ogni dubbio e farmi un'idea indicativa di quanti siano i praticanti che lo fanno per una motivazione coerente, ho iniziato a documentarmi e a dare un’occhiata su Instagram.


Dalle prime classi di yoga sono scappata dopo dieci minuti

Ed è proprio cliccando sull’hashtag #yogalover su Instagram che sono finito sul profilo di Claudia Casanova. Nata e cresciuta in Sardegna, laureata in ingegneria biomedica, attualmente vive a Milano e lavora in un’azienda nel campo della salute. Dopo aver giocato a pallavolo per circa dieci anni, ha iniziato a praticare yoga in seguito al suo trasferimento nella città meneghina, e da marzo 2018 è un’insegnante di Power Yoga certificata Yoga Alliance 200 RYT. In sintesi, Claudia mi è sembrata da subito una ragazza profondamente innamorata del Power Yoga, abile nel condividere la sua passione sui social e determinata a inseguire i suoi obiettivi. 

Neanche a farlo apposta, il giorno in cui le scrivo una mail per chiederle un'intervista è il 21 giugno, data in cui si celebra la Giornata Mondiale dello Yoga (per l'occasione, a Parco Sempione è stato organizzato il più grande raduno di yoga in Italia).

Cos'è il Power Yoga?

Lo stile del Power Yoga è caldo ed energico, utile ad allenare il corpo e a ristabilire i giusti ritmi psico-fisici, senza eccedere nello sforzo fisico. Le singole pose sono collegate da movimenti fluidi, movimenti che vengono eseguiti in sincro con il respiro: un respiro un movimento.

Si tratta di una pratica che integra le posizioni dello yoga con alcune caratteristiche della ginnastica moderna. Il ritmo degli esercizi rende il Power Yoga un'attività fisica dinamica e completa.

Diventare un insegnante di yoga non è un punto d'arrivo ma un punto di partenza

L'intervista a Claudia Casanova

Non è grazie al suo cognome che Claudia ha conquistato i suoi quasi 60.000 follower, ma per la sua capacità di comunicare in modo autentico il suo stile di vita e il suo amore per il Power Yoga. Ho avuto subito conferma di questo quando io e Michelangelo (videomaker) l'abbiamo incontrata a Milano, in piazza Gae Aulenti, il giorno dell'intervista.


Instagram e città come Milano hanno offerto una porta di ingresso accessibile al mondo dello yoga

Dopo aver sistemato le videocamere nel parco adiacente (Parco Biblioteca degli Alberi), con la luce del tramonto abbiamo iniziato a girare l'intervista.


Quando è nato il tuo interesse per lo yoga?

Circa 3-4 anni fa. Io sono sempre stata una persona molto sportiva, ho giocato a pallavolo per una decina d'anni. Quando sono arrivata a Milano mi sono appassionata al mondo del fitness, ma successivamente ho sentito la necessità di trovare un'attività che mi rilassasse e che mi facesse bene anche dal punto di vista posturale e muscolare. È stato così che pian piano mi sono avvicinata allo yoga. Non è stato un amore a prima vista, perché dalle prime classi di yoga che ho frequentato sono praticamente scappata dopo dieci minuti (sorride, ndr); ma poi ho capito che in realtà esistono tanti stili yoga: si trattava soltanto di trovare lo stile giusto e l'insegnante giusto.


Cosa significa diventare un’insegnante di power yoga?

Diventare un insegnante non è un punto d'arrivo ma il punto di partenza di un percorso che, come per il ciclo universitario, ti fa capire anche in cosa vuoi specializzarti, ed è un percorso che continua un po' tutta la vita. Diciamo che diventare insegnante di yoga mi ha permesso di capire un po' la direzione che volevo prendere.


Mi piace il concetto della comunicazione per immagini e video ma non ho mai usato automatismi perché desideravo mettermi in contatto con le persone

Ti leggo l’estratto di un articolo pubblicato su Vice: “Del resto, non dico certo niente di nuovo affermando che lo yoga in Occidente sta diventando sempre di più una specie di caricatura new age della disciplina indiana: molte delle maestre di yoga che ho conosciuto sono ex impiegate o ex istruttrici di fitness che, munite di canotte colorate, leggings fluo, collanine ostentate tipo marchio di garanzia, incensi e basi musicali etniche, hanno deciso di punto in bianco di cambiare vita. In quest'ottica, alcuni dei punti cardine dello yoga—quali il principio del non attaccamento, la pratica quotidiana e le scelte alimentari che lo caratterizzano—vengono del tutto ignorati o fraintesi, e lo yoga diventa un'attività per tonificarsi e fare del movimento con una spolverata di retorica e frasi fatte (con la particolarità che può arrivare a costare fino a 150 euro all'ora per una lezione privata.)”.
Un tuo commento?

Lo yoga In questo periodo va di moda, ma è una di quelle mode tra virgolette positive che sta portando a tanti fenomeni, come l'aumento del numero di insegnanti e dei canali attraverso cui lo yoga viene raccontato. Pensiamo ad Instagram... è pieno di yoga; la nicchia ormai è diventata una community, e chiaramente i puristi sono inorriditi da questa situazione, perché sostengono che si sta snaturando il concetto base dello yoga. Ciò in parte è vero, perché è chiaro che da una foto su Instagram non è possibile capire tutto il significato che c'è dietro. Personalmente, credo che questa situazione abbia creato delle opportunità per lo yoga, nel senso che ha aperto le porte ad una disciplina piena di pregiudizi: tutti si immaginavano lo yoga come una sorta di setta, qualcosa di inaccessibile in cui le persone facevano delle cose strane. Instagram e città come Milano, che offrono tante attività ed eventi, hanno portato le persone ad avvicinarsi pian piano allo yoga in un modo più leggero, spesso magari un po' snaturato, però comunque hanno offerto una porta di ingresso accessibile. Questo fenomeno secondo me è positivo, perché una volta che le persone assaggiano una briciola di quello che lo yoga può offrire, in seguito avranno la possibilità di scegliere se continuare questo percorso oppure no. Ci sarà qualcuno che probabilmente continuerà a fare fitness convinto di fare yoga, e ci saranno persone che approfondiranno il percorso e saranno interessate a capire tutto quello che c'è dietro e a trarne i benefici.

Per me l’adrenalina è un sentimento, un'energia che mi spinge a ricercarla sempre, perché quando provo l'adrenalina mi sento quasi invincibile



Cos’è il Nusa mat?

È il tappetino yoga che ho interamente ideato e disegnato. Volevo creare un tappetino che rappresentasse un po' la mia storia, infatti la parola nusa è una parola indonesiana che significa isola, e ovviamente richiama sia la terra da cui provengo (Sardegna, ndr), sia un'isola felice in generale, un luogo immaginario in cui una persona può completamente lasciarsi andare e sentirsi se stessa, che è un po' quello che succede quando si pratica yoga.

Usi una strategia particolare per avere maggiore visibilità sui social?

Io uso principalmente Instagram perché mi piace molto il concetto della comunicazione per immagini e video. Non ho mai usato nessun tipo di automatismo perché non sono mai stata troppo interessata ai numeri, mi piaceva mettermi in contatto con le persone. Non ho una strategia in termini di crescita, ma chiaramente so a che ora devo postare e che devo postare tutti i giorni, e che magari certe foto vanno meglio di altre, ma non è detto che questo sia valido per sempre; faccio un esempio sullo yoga: tanto tempo fa le foto che andavano di più su Instagram erano le progress, il prima e dopo. Probabilmente adesso le persone si sono un po' stancate di vederle, mentre i video di flow in questo periodo vanno molto bene, anche perché le persone riescono a vedere delle sequenze di movimento diverse da quelle a cui sono abituate. In questo modo offro dei contenuti, ovviamente personalizzati, che possono essere utili ai miei follower.


La cosa che mi fa arrabbiare di più è avere a che fare con delle persone che si lamentano della loro vita e non fanno niente per modificarla


Ti è mai capitato di ricevere feedback negativi? Se sì, come li gestisci?

Sì, ovviamente mi è capitato di ricevere dei feedback negativi. Io cerco sempre il dialogo, quando capisco che c'è lo spazio per avere un dialogo, perché ovviamente sui social si trova un po' di tutto: se capisco che è un feedback negativo sincero, cerco di capire il motivo e anche di migliorarmi, perché effettivamente i feedback negativi possono essere costruttivi; quando invece capisco che sono fatti per odio a prescindere... in quei casi c'è poco da discutere (sorride, ndr).

Che cos'è l’adrenalina per te?

Per me è una una forza, un sentimento, un'energia che mi spinge a ricercarla sempre, perché quando provo l'adrenalina mi sento quasi invincibile, ed è qualcosa che ritrovo tanto nello sport e che crea un po' di dipendenza perché mi fa sentire bene. Questo è il motivo per cui ho sempre fatto tanti sport ad alto impatto, molto intensi.


La cosa che ti fa più arrabbiare nella quotidianità?

Avere a che fare con delle persone che magari si lamentano tanto della loro vita e non fanno niente per modificarla. Piangersi addosso non serve a niente.


La rinuncia più grande che hai fatto?

Il mare, abbandonare il mare è stata la cosa più difficile da affrontare con il mio trasferimento a Milano, e ancora oggi diciamo che me lo porto dentro.

 

Sei più ambiziosa o più umile?

Sono più ambiziosa che umile.


Qualcosa che avresti voluto dirmi ma non ne hai avuto il coraggio?

Di darmi le domande prima! (ride, ndr).


Due poster che avevi in cameretta da adolescente?

Entrambi dei Lunapop probabilmente! No, anche Leonardo Di Caprio (sorride, ndr). 


Hai 90 anni e sei arrivata alla fine della tua brillante carriera. Le tue allieve ti chiedono un unico consiglio con il quale ricordarti per l'eternità. Cosa rispondi?

Di non farsi mai scoraggiare dalle opinioni degli altri e di credere sempre in se stesse.

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Daniele Piovino
Daniele Piovino
Brand content manager: un figlio, un libro, un sogno. Ho scritto su Rolling Stone, Il Fatto Quotidiano, Bastonate, Write and Roll.

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