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Andrea Pappaccogli: il fotografo del cambio di rotta

La fotografia si è "ancorata" ad Andrea anche nel suo cambio di rotta: da fotografo freelance a fotografo di bordo per la Marina Militare

La fotografia conquista la più ampia gamma di pubblico, essendo uno dei linguaggi espressivi per eccellenza.
Non a caso, tramite uno scatto si può catturare un mondo: cogliere la vera essenza di un gesto, di un paesaggio o di un'emozione.

Ognuno di noi scatta delle foto con il proprio telefono, senza rendersi conto che questo gesto viene fatto ripetutamente, ogni giorno, da altrettanti utenti in ogni angolo del mondo reso digitalizzato.

Mediante la diffusione dei social media e da quando gli smartphone hanno iniziato ad integrare sensori ed obiettivi di buona qualità, divenendo gli strumenti più diffusi per realizzare foto, le abitudini fotografiche sono cambiate radicalmente. Secondo stime recenti, stiamo sfiorando la stratosferica cifra di 1.000 miliardi di immagini scattate ogni anno: facendo due conti, ogni due minuti si scattano più foto di quante sono state realizzate nei primi decenni del secolo scorso.

In un mondo in cui ognuno, in qualsiasi momento, può registrare qualunque evento con il proprio telefono, che ruolo resta al fotografo professionista?

Abbiamo intervistato Andrea Pappaccogli e sarà lui a dirci, da fotografo, come muoversi in un mondo sempre più social, un mondo in cui la fotografia ha fatto con lui ciò che un'ancora fa con la propria nave quando approda ad un porto.

La passione per la fotografia


"Avere passione significa potersi concedere di perdersi in qualcosa, che per me è la fotografia."
Così esordisce Andrea, mostrando la sua passione innata per la fotografia.

Fotografo quando sono felice, quando sono triste o quando cerco ispirazione


La fotografia è un’ottima compagnia ed una compagna fedele, ti resta accanto in ogni momento della giornata e per tutta la vita; proprio come ci ha confidato Andrea: "Fotografo quando sono felice, quando sono triste, quando sono ispirato o quando cerco ispirazione. La fotografia è una compagna che non ti abbandona mai. Come si potrebbe vivere senza una passione?"

Un po' come una bussola senza il nord.

Ogni singolo scatto ha una storia dietro che noi non conosciamo concretamente, ma che dovremmo cogliere perché la fotografia è una sorta di racconto di ciò che altri occhi vedono. Occhi diversi dai nostri.

Fotografare significa andare in cerca di qualcosa che non ho mai visto, per trasmettere agli altri quello che ho modo di vedere


Una sorta di missione per sé stessi e per gli altri, quella di prestare agli altri i propri occhi per far vedere le meraviglie, a volte nascoste, anche a coloro che non hanno modo di ammirarle personalmente.

"Fare fotografie non significa collezionare pure e semplici immagini, ma uscire di casa, macchina fotografica al collo, con il solo scopo di andare in cerca di qualcosa che non ho mai visto, per arricchire così i miei orizzonti e per trasmettere agli altri quello che ho modo di vedere e di scoprire. Non si tratta di foto fatte a caso perché ci metto passione ed investo gran parte del mio tempo in ciò che amo fare; sentendomi ampiamente ripagato, poiché la gente apprezza il frutto del mio lavoro."

L’occhio deve vedere, il cervello deve pensare, il cuore deve battere e solo in quel momento può scattare il click.


Andrea ha seguito la scia di pensiero di Henri Cartier-Bresson, uno storico fotografo francese considerato un pioniere del fotogiornalismo (tanto da meritare l’appellativo di “occhio del secolo”), che descriveva così la fotografia: "fare fotografia vuol dire allineare la testa, l’occhio ed il cuore. È un modo di vivere."

Cambio della rotta...o quasi


Dopo essersi arruolato nella Marina Militare come volontario vfp1 per due anni, Andrea si è congedato.
Mentre studiava per altri concorsi nelle forze armate, ha cominciato a lavorare come fotografo negli ambienti notturni delle discoteche per circa due anni.

In Marina svolgo anche la mansione di fotografo di bordo.


Superato il concorso vfp4 (ferma quadriennale) è tornato in Marina dove si trova tuttora.
Qui ha preso forma il suo radicale cambiamento.

Così potrebbe sembrare di primo acchito, ma in realtà poco è cambiato: "In Marina sono un segnalatore e lavoro in plancia, ma come secondo incarico svolgo la mansione di fotografo di bordo per la mia nave."


Una mansione che gli permette di scorgere, ancora più da vicino, innumerevoli scorci che altrimenti difficilmente avrebbe modo di scoprire e di far conoscere agli altri.


"Posso dire di essere stato fortunato perché ho continuato a nutrire quella che è la mia più grande passione anche nell'ambito della Marina; un ambiente che fin da subito ha saputo apprezzare le mie doti, dandomi la possibilità di poterle sfruttare al meglio per un servizio istituzionale."

Andrea ha potuto conciliare le sue passioni tutte in un'unica professione, un lusso che non tutti si possono concedere; portando avanti "Lo sconfinato amore per la fotografia, quello per la mia terra, il Salento, e quello per la Marina Militare."


Coordinate per i fotografi di domani


La figura professionale del fotografo, negli ultimi tempi è molto inflazionata: è necessario portare avanti i propri obiettivi con costanza e caparbietà per poter raccogliere i frutti del proprio lavoro, così come ha fatto Andrea: "Se hai dedizione, tanta buona volontà e pazienza, riuscirai a portare a casa non solo un bel gruzzoletto a fine mese, ma anche una soddisfazione ed una gratificazione tale da voler continuare a fare ciò che fai per il resto della tua vita. Il fotografo però non conosce riposo, lavora duramente tutti i giorni, mattina e sera, feste comprese. Anzi è proprio durante le feste che lavora maggiormente."

I social network riescono a dare una spinta a tutti coloro che si pongono un obiettivo e che, con le unghie e con i denti, cercano di raggiungere il loro traguardo: "I social sono stati per me un trampolino di lancio e, di certo, il mio vecchio e semplice lavoro di fotografo mi ha aiutato a crescere velocemente, visto che la gente ha apprezzato fin da subito contenuti di qualità."

In cambio dell'apprezzamento che le persone hanno avuto per i suoi scatti, Andrea continua a dare loro contenuti di qualità; cercando di mantenere vivo in loro l'interesse per la sua terra, con l'intento di far sentire tutti un pò come a casa: "Tramite i miei scatti descrivo ed immortalo un momento della mia terra, che molta gente che vive lontana non può vivere e permetto a chi non la conosce di conoscerla."

Il motivo del nostro applauso


Il nostro applauso celebra il saper coltivare l'interesse per la fotografia in ambiti diversi, senza rinunciare alla sua libertà d'espressione.

APPLAUDART nasce con l'obiettivo di conoscere e diffondere il valore del lavoro nel contesto della rivoluzione digitale.

Per questo siamo sempre a caccia di storie, di visioni ed esperienze uniche in tutti i settori professionali, nessuno escluso, perché per far partire un applauso c'è bisogno che due mani rompano per prime il silenzio.

CLAP! CLAP! Andrea.

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Silvia Pulini
Silvia Pulini
Laureata in Giurisprudenza ed accantonati gli articoli sui generis del Codice Civile e del Codice Penale, sono alle prese con articoli di tutt'altro genere.

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